Dal Brasile all'Islanda, le 'visioni' iperrealiste di Paolo Gotti in mostra

Bologna, 18 dic. - (Ign) - La visione astratta, pittorica, di paesaggi che sembrano tutt'altro che "reali", una rivelazione quasi metafisica attraverso uno scatto. Così l'arte del fotografo Paolo Gotti, dal 20 dicembre al 28 febbraio in mostra con 'Visions' negli spazi dello showroom ACF Trading, a Bologna.

Già dagli anni Settanta cacciatore di immagini, per trovare in paesaggi incontaminati o urbani la cassa di risonanza di emozioni universali, Paolo Gotti trasforma i suoi scatti in uno studio meticoloso tra forme, colori ed equilibri, come richiede la sua formazione di architetto.

Come istantanee realizzate fuori dal tempo e dallo spazio, le "visioni" di Gotti rivelano un'intensità e un'empatia emotiva paragonabili a quelle di un pittore iperrealista, come lo aveva definito un naturalista dalla spiccata sensibilità artistica come Giorgio Celli, secondo cui "la realtà troppo reale, per uno strano circuito paradossale, sconfina nell'irreale e il fotografo è un artefice di miraggi".

Le macchie di colore sfumate come in un acquerello, l'esaltazione dei cromatismi di mari che cambiano colore con il passaggio veloce delle nuvole, il taglio prospettico dei cieli, l'anatomia di deserti e altipiani rocciosi sottolineano la valenza pittorica e astratta degli elementi. Acqua, terra, aria e fuoco saranno i quattro elementi protagonisti dei suoi calendari fotografici dal 2004 al 2008. È la poesia nella Natura, che Paolo Gotti immortala nelle sue corrispondenze estetiche, attraverso una sorta di metrica visiva che scandisce il ritmo dell’immagine.

Il monumentale repertorio fotografico di Gotti, che conta oltre 10.000 fotografie scattate in ogni parte del mondo, dalla Colombia al Madagascar, dall'India ad Haiti passando, solo per citare alcuni paesi, per Yemen, Islanda, Bolivia, Australia e Cina, contempla anche realtà urbane - e pertanto umane - che attraverso il suo obbiettivo si fanno a loro volta paesaggio.

Questa particolare visione del mondo si posa su un delicato equilibrio tra assenza e presenza dell'artista. Una vocazione da "etnologo", come amava dire Giorgio Celli, diametralmente opposta a quella dell'esploratore che colleziona reperti: il fotografo restituisce al mondo le immagini dei cinque continenti, senza portare via nulla da essi. In occasione della mostra, oltre ai pannelli fotografici di grandi e medie dimensioni, verranno presentati i tre calendari tematici 2013 Visions, Vita nei porti, Chioschi e ambulanti.

Paolo Gotti nasce a Bologna e si laurea in architettura a Firenze, dove frequenta il Centro di studi tecnico cinematografici conseguendo nel 1971 un attestato di idoneità alla professione di fotografo. Nel 1974 sceglie l'Africa come meta del suo primo vero viaggio, quello in cui, come dice l'artista, "si sa quando si parte ma non si sa quando si torna". Con la sua vecchia Land Rover attraversa il Sahara fino al Golfo di Guinea in Costa d'Avorio per poi fare ritorno in Italia dopo quasi 5 mesi a bordo di un cargo merci. In seguito a questa avventura che lo segna profondamente, intraprende a tempo pieno l'attività di architetto, grafico e fotografo. Dopo varie esperienze nel campo della pubblicità, e una maturata esperienza nello Still life, si dedica sempre più al reportage. Gira il mondo con la sua Nikon per immortalare persone, paesaggi e situazioni che archivia accuratamente in un gigantesco atlante visivo, da cui nascono i calendari tematici che realizza da circa vent'anni.

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