Dal campo al mercato fino alla politica: Inter, Juve e Milan, storia di vecchie rivalità e nuove alleanze

Andrea Distaso
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Inter, Juventus e Milan: le tre storiche grandi del Nord e del calcio italiano, spesso e volentieri acerrime rivali sul campo ma protagoniste in epoca più recente anche di importanti battaglie sul fronte politico. Con rossoneri e bianconeri alleati strategici e trascinatori dell'intero sistema durante le gestioni di Galliani e Moggi e l'Inter a recitare il ruolo della forza antisistema, mentre oggi i rapporti di forza sembrano completamente ribaltati. L'avvento di nuove proprietà nel caso delle due società milanesi, di un nuovo management alla guida della Vecchia Signora ha fatto saltare equilibri prestabiliti, che anche nel calciomercato hanno portato a più di qualche schermaglia.

GLI SGARBI - E' notizia delle ultime ore del blitz operato da Paolo Maldini e Frederic Massara per provare a strappare ai rivali cittadini l'esperto difensore Danilo D'Ambrosio, occasione per rapporto tra qualità e prezzo. Il Milan, che ha incontrato la scorsa settimana il suo agente Vincenzo Pisacane, mette sul piatto la proposta di un contratto biennale e la prospettiva di entrare maggiormente nelle rotazioni di squadra di quanto non sia avvenuto recentemente agli ordini di Antonio Conte. Dal canto suo, l'Inter vanta un'opzione di rinnovo per un'ulteriore stagione e, da parte sua, esiste la volontà di esercitarla. Uno "sgarbo" quello operato dai rossoneri che rappresenta un po' il sale delle vicende di mercato e che può essere considerato come una risposta diretta alle manovre di disturbo, altrettanto legittime, operate sul fronte opposto per quanto concerne le situazioni di Calhanoglu e Donnarumma, a loro volta in scadenza di contratto e a loro volta legittimati a compiere sondaggi esplorativi presso altre società e attraverso i rispettivi procuratori.

NUOVA ALLEANZA - Il trequartista turco e il portierone della Nazionale sono stati più recentemente accostati a un club da sempre molto vigile sui possibili colpi a parametro come la Juventus, che col Milan ha dato vita negli ultimi anni a diverse operazioni di mercato, dall'esito non sempre soddisfacente: De Sciglio, Bonucci, Higuain e Caldara, per citare gli esempi più noti. E che nelle settimane scorse hanno parlato di un ipotetico scambio tra Romagnoli e Bernardeschi che, sia sotto l'aspetto economico che tecnico può rappresentare un'opportunità da cogliere. Milan e Juve, avversarie per lo scudetto e anche per la Champions League nel periodo d'oro di entrambe a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila, oggi si trovano invece in lizza per i tre posti alle spalle dell'Inter che valgono la qualificazione all'Europa che conta e una immissione di denari freschi che rappresenterebbe una bella boccata d'ossigeno.

NON PIU' RIVALI - Rivalità che dal campo fanno in fretta a spostarsi sulle scrivanie e nelle stanze del potere, dove una volta erano indiscutibilmente i club di Berlusconi e dei fratelli Gianni e Umberto Agnelli a fare la voce grossa. Oggi assistiamo invece ad uno spostamento del baricentro piuttosto clamoroso per certi aspetti, con i bianconeri che, guidati da un presidente molto impegnato a livello politico anche in ambito europeo, continuano ad essere promotori del cambiamento e l'Inter, che tra le sue fila annovera un dirigente di grande esperienza come Beppe Marotta, l'una al fianco dell'altra. In compagnia di storici antagonisti come Claudio Lotito e Aurelio De Laurentiis, tenuti insieme dal comune obiettivo di mettere pesantemente in discussione il nuovo tandem composto dal numero uno della Lega Serie A Dal Pino e dal presidente federale Gravina. E il Milan più spettatore che attore protagonista. Nuove alleanze, vecchie rivalità che tornano di moda o che si spostano dal campo al mercato e persino nella stanza dei bottoni. Inter, Milan e Juve, ancora loro.