Dal cyberbullismo al porno: i rischi della rete per i minori -3-

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Roma, 10 feb. (askanews) - Il gap di conoscenze e informazioni corrette in particolare da parte dei genitori è confermato anche dalla ricerca di Telefono Azzurro & Doxa Kids 2020, da cui emerge il bisogno di una seria "formazione digitale" degli adulti che vivono tra preoccupazione e scarsa consapevolezza:

il 30% dei genitori dichiara infatti di non avere adeguate competenze su tematiche dell'online, in particolare su cyberbullismo, incitazione al suicidio e l'autolesionismo, l'hate speech e sextortion.

I genitori temono in particolare modi che i propri figli incontrino contenuti che esaltino l'anoressia, l'autolesionismo, il suicidio (21%), oppure che siano esposti a contenuti pornografici (18%), o immagini drammatiche o violente. Nonostante queste paure, al 45% dei genitori è capitato almeno una volta di permettere l'utilizzo al figlio/a di un'applicazione senza verificarne il limite di età per l'utilizzo; nel 48% dei casi ritengono che i ragazzi siano in grado di utilizzare in maniera consapevole i social dai 16 anni.

Allo stesso modo, anche gli insegnanti esprimono un bisogno di formazione sia sul piano delle tematiche, sia nella conoscenza delle procedure di gestione di situazioni di disagio. Il 46% degli insegnanti pensa, infatti, di non aver ricevuto un'adeguata formazione sui possibili percorsi di segnalazione di casi di violenza, pericolo e/o pregiudizio. (Segue)