Dal cyberbullismo al porno: i rischi della rete per i minori -7-

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Roma, 10 feb. (askanews) - Il ruolo della scuola. I genitori richiedono, come d'altronde i loro figli, una scuola più digitale. Tra le aspettative, c'è quella che a scuola si insegni a proteggersi dai rischi dell'online (39%), e che gli insegnanti siano più aggiornati sulle tecnologie (22%), ma anche che la tecnologia sia presentata e utilizzata, all'interno della classe, come un potente supporto all'apprendimento, alla ricerca, allo sviluppo di competenze. Allo stesso modo, il 43% degli insegnanti concorda con questa visione e, nella scuola del futuro, vede una maggiore attenzione alle innovazioni tecnologiche.

Quanto se ne parla a casa e quanto spazio si riesce a dedicare, tra le mura domestiche, ai discorsi sul disagio dei ragazzi?

Al 42% dei genitori è capitato di parlare ai propri figli di bullismo, al 38% di cyberbullismo, al 22% di fake news. Si parla meno di tematiche relative all'area della sessualità, come per esempio l'orientamento sessuale (15%), il sexting (14%), rapporti intimi e contraccezione (13%), sextortion (6%).

Quanto queste discussioni varcano il portone delle scuole? Il 51% degli insegnanti riferisce di aver parlato di bullismo in classe, il 35% di cyberbullismo, solamente il 13% di problemi relativi alla sessualità e un esiguo 5% ha discusso con i propri studenti di sexting.

Tuttavia, il 54% dei genitori riferisce di non aver mai parlato di alcuni temi con i propri figli. Tra le motivazioni sottostanti indicano di non sapere come iniziare il discorso su argomenti così delicati (16%), oppure ammettono di non conoscere bene le tematiche (6%). (Segue)