Dal decreto Genova allo Sbloccantieri. Così si sono rotti i rapporti tra Cantone e il governo

Giuseppe Colombo

Nastro riavvolto al 18 luglio, giovedì scorso. É mattina quando Raffaele Cantone varca la soglia di palazzo Chigi. Ad attenderlo, nel suo studio, c’è Giuseppe Conte. Cantone entra con una consapevolezza forte: non c’è un uomo per tutte le stagioni e la sua di stagione, quella alla guida dell’Autorità nazionale anticorruzione, è terminata. Con nove mesi di anticipo rispetto alla scadenza del mandato. Non ci sono più le condizioni per andare avanti. I rapporti con il governo sono giunti al capolinea. Questione di vedute e di strategie, che è tutto quando si lavora per provare a estirpare quello che è il male per eccellenza dell’Italia, da tutti i punti di vista: la corruzione. Il tratto è quello dell’incompatibilità perché Cantone ha lavorato per cinque anni puntando sul compito più difficile, cioè educare gli apparati del Paese alla prevenzione. E invece il governo di Lega e 5 stelle - racconta chi ha avuto modo di sondare gli umori del presidente uscente dell’Anac - si è collocato su un altro binario: fare, fare e fare. Controlli preventivi ridotti se non annullati, se poi rubi ti metto in galera. 

Conte ascolta le motivazioni che Cantone mette in fila per motivare la sua scelta. Un incontro breve, di carattere istituzionale e informativo. Il premier prende atto della decisione e si passa a discutere dei passaggi che da settembre-ottobre (quando le dimissioni diventeranno effettive con l’avvallo del Csm) porteranno alla designazione del successore.

Nastro riavvolto a oggi, 23 luglio. Cantone pubblica sul sito dell’Anac una lettera in cui spiega le ragioni del suo addio. “Sento che un ciclo - si legge nel testo - si è definitivamente concluso, anche per il manifestarsi di un diverso approccio culturale nei confronti dell’Anac e del suo ruolo”. Ritornerà a casa, al servizio di quella magistratura che l’ha visto nascere nel 1991 e poi compiere un passo dopo l’altro fino al 2014, quando è stato nominato presidente...

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