Dal Polimi gioielli personalizzati in stampa 3D da vecchi cellulari

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 13 apr. (askanews) - Dare vita nuova ai rifiuti elettronici, che diventano materia prima per prodotti eco-compatibili come nuovi filamenti metallici per la stampa 3D, polveri metalliche green per la manifattura additiva e gioielli sostenibili stampati in 3D. E' il progetto Horizon 2020 FENIX, di cui il Politecnico di Milano è partner. Il progetto si è concluso dopo 40 mesi di lavoro e ha raggiunto l'obiettivo di sviluppare nuovi modelli di business e strategie industriali in un'ottica di economia circolare.

Il Laboratorio Industry 4.0 del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano ha implementato una stazione automatizzata per il disassemblaggio di schede elettroniche di cellulari grazie ai collaborative-robot (cobot) che sono tra le soluzioni di automazione più avanzate in termini di tecnologia robotica. Il cobot, tramite un processo semiautomatizzato, riesce a dissaldare i componenti elettronici di una scheda e a salvaguardarne le caratteristiche chimiche: sfruttando un flusso di aria calda scioglie lo stagno che lega i componenti in modo che questi possano essere staccati e gestiti separatamente dalla scheda.

Grazie alla filiera circolare le schede elettroniche disassemblate dal Polimi sono trattate dall'Università dell'Aquila che recupera dalle schede e dalle componenti elettroniche alcuni materiali puri (rame, stagno, oro, argento e platino). Rame e stagno vengono successivamente trasformati sia in polveri metalliche che in filamenti adatti alla stampa 3D. I metalli preziosi vengono invece utilizzati dalle aziende I3DU e 3DHUB di Atene - Grecia per la creazione di gioielli eco-compatibili. Questi gioielli realizzati e messi in vendita attraverso il consorzio possono anche essere personalizzati attraverso un servizio di scansione 3D ed assumere le forme di oggetti o visi di persone.