Dal 'Soft Power Club' a Venezia gli appelli su energia e clima

(Adnkronos) - "Lanciamo un appello: non abbandonate gli impegni per ridurre le emissioni. Ognuno di noi si adopererà per contribuire a costruire uno sviluppo sostenibile, spiegando che proprio la transizione ecologica può creare tanti nuovi posti di lavoro nelle nostre società". Si sono aperti con un appello del suo presidente, Francesco Rutelli, i lavori della terza edizione della 'Soft Power Conference' nella sede della Fondazione Cini nell'isola di San Giorgio a Venezia.

"Il Soft Power Club ha riunito qui a Venezia personalità dei cinque continenti, del governo italiano e delle istituzioni europee - ha sottolineato Rutelli - Lo facciamo in un momento in cui c’è una guerra in corso, una crisi energetica che si riflette sulla vita di tutti, di famiglie e imprese. Lo facciamo alla fine di un’estate dirompente dal punto di vista climatico, sapendo che tutti questi temi sono interconnessi e non li si può affrontare separatamente".

Per Rutelli, "proprio la crisi ucraina dimostra la necessità di un multilateralismo credibile: se è vero che l’hard power, il potere militare ed economico, sembra dominare la geopolitica, è altrettanto vero che non ci può essere pace né transizione ecologica condivisa e supportata dalle popolazioni senza il soft power, il potere del dialogo e della persuasione".

"Il fascino di poter accedere al nostro mercato unico è un forte incentivo per i governi ad introdurre politiche sul clima più severe e per i produttori a passare a processi meno inquinanti". E' quanto sottolinea Paolo Gentiloni, commissario Ue per l'Economia, intervenendo alla Soft Power Conference organizzata a Venezia dal Soft Power Club presieduto da Francesco Rutelli.

"Questo è fondamentale per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi - avverte Gentiloni - Perché l'Europa può avere tutte le ambizioni del mondo, ma rappresenta solo una frazione delle emissioni globali. Quindi, solo con un impegno analogo da parte dei nostri partner commerciali possiamo fare la differenza nella lotta contro il cambiamento climatico".

Nei prossimi mesi, afferma Gentiloni, "la nostra capacità di reagire in campo economico e sociale sarà messa alla prova. Ma sono fiducioso che l'UE possa navigare in queste acque agitate se continuiamo a dare prova di leadership. Tre parole in particolare devono definire le nostre politiche: solidarietà, sostenibilità e sicurezza. Se ci riusciremo, avremo anche elevato ulteriormente la nostra posizione all'estero e di conseguenza il nostro soft power", conclude il commissario Ue.

Sull'energia, Gentiloni indica la strada: "Invece di fare marcia indietro sulla nostra ambiziosa strategia 'Fit for 55', stiamo raddoppiando gli obiettivi di efficienza energetica e di energia rinnovabile. Allo stesso tempo, dobbiamo essere consapevoli di come l'aumento dei prezzi dell'energia stia colpendo in particolare i gruppi più vulnerabili e fornire un sostegno mirato ed efficace per mitigare questi effetti".

"Utilizzare l’energia come un’arma da parte della Russia ha portato che i prezzi dell'energia siano saliti alle stelle; circa metà degli Stati membri dell'Ue sono stati colpiti da una riduzione delle forniture e l'Unione Europea si sta preparando attivamente alla possibilità di ulteriori o totali interruzioni - ricorda Gentiloni - Ma anche in questa crisi, si nasconde un'opportunità. In questo caso, l'opportunità è che l'Ue riduca la sua dipendenza dai combustibili fossili russi e acceleri la transizione verde. Per farlo, dobbiamo aumentare i risparmi energetici, diversificare le forniture e accelerare l'adozione delle energie rinnovabili".

Per Gentiloni, "gli argomenti a favore di una rapida transizione all’energia pulita non sono mai stati così forti e chiari. L'Ue è già un leader mondiale in questo senso e fissando l'asticella più in alto, spingiamo gli altri Paesi del mondo ad accrescere le loro ambizioni. Prendiamo ad esempio la nostra proposta di un meccanismo di aggiustamento delle emissioni di carbonio alle frontiere, il Cbam, concepito per stimolare la cooperazione internazionale. Questo è un esempio di come l'Ue possa esercitare il suo soft power".

"La sicurezza energetica ora è in testa alle nostre priorità: la crisi energetica non deve cambiare gli obiettivi di breve e medio termine della transizione, non deve rallentarla né scoraggiarla", sottolinea il ministro dell'Economia, Daniele Franco, intervenendo alla 'Soft Power Conference' organizzata a Venezia dal Soft Power Club presieduto da Francesco Rutelli.

"La storia dimostra che il passaggio da una fonte energetica prevalente all'altra è un processo lungo e costoso, per poter passare a risorse rinnovabili e a un maggiore efficientamento - osserva Franco - I costi della transizione sono sia finanziari che ambientali e sono interconnessi". Per questo motivo, "serve una strategia ampia che non riguardi solo l'ambiente ma anche le altre sfide che abbiamo davanti come quelle demografiche e quelle legate alla sostenibilità delle pensioni, della sanità, della finanza".

Il ministro dell'Economia afferma che "la sostenibilità è un concetto che si sta estendendo ed è necessario guardare al futuro secondo questa prospettiva, non più limitata al concetto di debito pubblico, ma allargandolo al sistema previdenziale, alla demografia, alla difesa dell'ambiente. In tal senso, la sostenibilità è diventata anche un tema etico per salvaguardare le generazioni future: esiste anche un 'debito' ecologico e il costo dell'inerzia può rivelarsi enorme".

(dell'inviato Enzo Bonaiuto)