Dal voto anticipato al Draghi bis, tutte le ipotesi in campo in vista di mercoledì

decisioni di Draghi mercoledì
decisioni di Draghi mercoledì

Ore decisive per le sorti del Governo Draghi in vista dell’appuntamento di mercoledì. Sono molteplici gli scenari che si potrebbero prospettare anche in vista di un numero non precisato di fuoriusciti dal M5S dell’ala “governista”.

Governo Draghi, cosa può accadere mercoledì

La cronaca degli ultimi giorni è ormai nota a tutti. Sergio Mattarella ha respinto le dimissioni di Draghi e ha chiesto al premier di “rendere comunicazioni” alle Camere mercoledì per valutare la possibilità di sanare la frattura con il M5S.

Cosa può succedere a questo punto mercoledì? Draghi sembra intenzionato a non andare avanti dopo lo strappo dei Cinque Stelle sul decreto aiuti. Il Presidente del Consiglio del resto, è ben consapevole che inizia il conto alla rovescia per le prossime elezioni e nei prossimi mesi altri partiti – con la Lega in testa – potrebbero avanzare richieste che si discostano dal suo progetto, rischiando di snaturarlo.

Gli scenari possibili sono molteplici e lo testimoniano anche le tesi, a tratti contrastanti, dei principali media italiani. Chi afferma che Draghi non intenda assolutamente passare per un voto di fiducia, presentando nuovamente le sue dimissioni – dopo le necessarie comunicazioni al Parlamento – e chi invece ipotizza la possibilità di andare avanti nel caso di un passo indietro dei Cinque Stelle sulla linea oltranzista manifestata con il decreto aiuti.

Possibile spaccatura interna al M5S

Qui entra in gioco un’altra variabile che potremmo definire “impazzita”. Tutto dipende infatti dal dibattito interno al partito guidato (a fatica) da Giuseppe Conte. Dopo l’addio di Luigi Di Maio infatti, un’altra spaccatura rischia di indebolire ulteriormente il M5S. Nonostante la linea politica manifestata in questi giorni infatti, c’è la parte “governista” dei pentastellati che non intende addossarsi la responsabilità di una crisi di governo che potrebbe far saltare l’iter già avviato di una serie di provvedimenti vitali in vista di un autunno a dir poco complicato. Del resto. la lettera inviata ai giornalisti del Ministro d’Incà – che ha elencato tutte le riforme che potrebbero non essere portate a termine con la crisi di governo – ne è una testimonianza lampante.

L’ipotesi del Draghi bis

C’è chi addirittura prospetta un governo Draghi Bis senza il Movimento 5 Stelle ma con un buon numero di fuoriusciti (tra i 15 e i 40) per assicurare continuità politica. “È questa l’ipotesi per evitare il voto, che resta comunque la soluzione più probabile della crisi di governo” scrive oggi il sito Open di Mentana.

Ipotesi che non tengono conto della linea emersa nelle ultime ore dalla Lega e da Forza Italia che si dicono pronti al voto, ritenendo ormai il M5S infaffidabile. Con i fuoriusciti chissà…

L’ipotesi “istituzionale”

Se invece Draghi decidesse di confermare la sua intenzione di non proseguire a capo del governo, considerato il delicato periodo di scadenze dei vari provvedimenti che devono completare l’iter parlamentare, Mattarella potrebbe respingere di nuovo le sue dimissioni, sciogliere le Camere senza avviare nuove consulatazioni e comunicare la data delle elezioni.

“Ecco la possibile evoluzione della crisi, in assenza di colpi di scena. Mercoledì dopo le comunicazioni il premier sale al Quirinale e si dimette (per la seconda volta). Mattarella non accetta le dimissioni e scioglie le Camere, senza aprire nuove consultazioni e comunicando la data delle elezioni Politiche che potrebbero tenersi il 25 settembre, il 2 ottobre o il 10 ottobre. Draghi, non essendo stato sfiduciato, resta in carica a Palazzo Chigi nel pieno dei suoi poteri e delle sue funzioni, fino all’arrivo del successore. Questa la formula che l’ex premier ha condiviso con il presidente Mattarella” scrive oggi il Corriere della Sera.

L’ipotesi remota di un altro governo tecnico

C’è poi la remota ipotesi di un nuovo esecutivo senza Mario Draghi che, al momento, sembra non affascinare alcun partito. Mattarella potrebbe decidere di dare l’incarico a qualcun altro – c’è chi ipotizza il Ministro dell’Economia Daniele Franco – per completare almeno la legge di Bilancio e arrivare quindi a fine anno.

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