Dalla Cina una "protesta solenne" contro gli USA per il blocco su Huawei

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Huawei non ci sta. Il colosso delle telecomunicazioni cinese risponde al bando di Trump e al blocco di Google con il lancio di un proprio sistema operativo entro il 2020 e dalla Cina arriva una “protesta solenne” diretta a Washington. In notturna era arrivata anche la notizia, poi smentita, che la Panasonic avesse bloccato le forniture alla casa di Shenzhen.   

La protesta della Cina

La Cina difende l’aziende e presenta “una grave protesta formale” contro gli Usa lamentando la denigrazione e le azioni a danno dell’azienda. 

“La Cina - ha affermato nella conferenza stampa settimanale il portavoce del ministero del Commercio, Gao Feng - prenderà tutte le misure necessarie per aiutare le compagnie cinesi a migliorare la capacità nella gestione di questi rischi”. Gao richiama gli Usa ad un comportamento “razionale” atto a correggere “le azioni pericolose e sbagliate” e scegliendo di portare a termine i colloqui sul commercio all’insegna del “rispetto reciproco”. Nessun passo indietro da Pechino sulle questioni “di principio fondamentali”. La migliore reazione alle “prepotenze americane è avere le compagnie cinesi più forti”, a favore delle quali Pechino agirà “a tutela degli loro interessi”, avendo fiducia e capacità nel poterlo fare.

Un sistema operativo autonomo entro il 2020

La rivoluzione di Huawei è quasi obbligata, ma l’azienda non sembra volersi arrendere e rilancia la possibilità di creazione di un proprio sistema operativo attivo in autunno o comunque non oltre la primavera 2020. A darne notizia è Richard Yu, capo della divisione consumer business dell’azienda. Scrive il Global Times: “riflette la strategia di Huawei di diventare indipendente e trovare soluzioni alternative” alla stretta degli States. 

Yu è stato chiaro: “Siamo disponibili a continuare a usare i software di Google e Microsoft, ma non abbiamo altra scelta” che lo sviluppo di un sistema autonomo. Un sistema di ampia portata,...

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