Dalla “manina” al “refuso”. Nella nuova bozza del dl fiscale rimane lo scudo estero

Pietro Salvatori
ROME, ITALY - OCTOBER 20: Prime Minister Giuseppe Conte and Deputy Prime Ministers Luigi Di Maio and Matteo Salvini hold a press conference at the end of the Council of Ministers on the Economic Balance Sheet, on October 20, 2018 in Rome, Italy. (Photo by Simona Granati - Corbis/Getty Images)

"È un refuso, verrà corretto dagli uffici". È solo sera quando Huffpost riesce ad avere una risposta coerente con quello che a tutti gli effetti sembra un nuovo pasticcio sul decreto fiscale. Un refuso di contenuto, non grammaticale, all'articolo 9 del testo incriminato, quello della famosa manina denunciata da Luigi Di Maio.

Già, proprio quello che per 72 ore ha fatto ballare il governo, portandolo mai come prima al punto di rottura. Perché quell'articolo dava il via libera non solo al condono (che è rimasto), ma anche allo scudo fiscale per fare riemergere i capitali nascosti all'estero. Impossibile da accettare per i 5 Stelle, passabile per la Lega. Litigi, minacce incrociate tra i due azionisti di governo. Poi la decisione, imposta dal premier Giuseppe Conte, di riscrivere quell'articolo da zero nel corso di un Consiglio dei ministri convocato ieri. Ma qualcosa è andato storto anche questa volta.

Prima dell'assicurazione che si tratta di un errore da una fonte molto in alto del governo, membri dell'esecutivo per tutto il giorno hanno sviato l'argomento, trincerandosi dietro a un "non so" o a un "non chiederlo a me", o semplicemente non rispondendo. Di cosa stiamo parlando? Articolo 9, comma 2, lettera a del testo uscito dal Consiglio dei ministri. Ecco palesarsi nuovamente uno scudo fiscale per i patrimoni esteri. Certo, nelle more della nuova formulazione (che si ritrova nelle bozze che abbiamo potuto visionare da tre fonti diverse, tutte perfettamente conformi): vale a dire per un massimo del 30% rispetto a quello che si è già dichiarato e con un tetto di 100mila euro. Ma nella conferenza stampa di ieri sia il premier Giuseppe Conte sia Di Maio avevano declamato stentorei che non sarebbero state incluse "le attività patrimoniali detenute all'estero".

E invece nel passaggio incriminato ecco che l'aliquota super scontata (al 20%) che sarà applicata a quella parte che riemergerà attraverso la dichiarazione integrativa speciale varrà non solo...

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