Dalla regola del secondo mandato al no sul nome del presidente M5s sul simbolo in lizza

Beppe Grillo e Giuseppe Conte
Beppe Grillo e Giuseppe Conte

C’è un dato non del tutto accessorio che grava sulle elezioni 25 settembre: è quello per cui, secondo Libero, Beppe Grillo vuole umiliare Giuseppe Conte. Dalla regola del secondo mandato al no sul nome del presidente M5s sul simbolo in lizza nelle ultime ore è tutto un susseguirsi di veti che il garante dei Cinquestelle pone al presidente e leader sul campo. Insomma, come scrive (bene) Pietro De Leo, è tutta una questione di “leadership a metà”.

Perché Grillo vuole umiliare Conte

Da un lato infatti Giuseppe Conte ha messo in M5s in casella “geografica” a sinistra del Pd, dall’altro Beppe Grillo non molla un attimo il suo omonimo e lo bracca su secondo mandato e simbolo. Ed è un simbolo che, pare assodato ed ufficiale, non vedrà comparire il nome dell’ex Presidente del Consiglio. Un retroscena raccolto da Adnkronos descrive una situazione per cui Grillo non vuole personalismi e Conte invece punta a metterci molto di personale, nel voto del 25 settembre: la sua faccia ed il suo nome.

Parlamentarie per i candidati, o forse no

E ancora, Grillo insiste per riproporre le “parlamentarie”, ossia la consultazione sul web, ma Conte punta ad un meccanismo misto in cui lui possa avere voce in capitolo almeno per una quota di candidati da indicare ed inserire nei collegi. Ha detto Conte sui reduci dal secondo monadato: “Avremo al nostro fianco a supportarci molti che hanno finito il secondo mandato e non possono ricandidarsi, sono eroi. Alcuni sono andati via, cercano collocazione politica e ci attaccano. Possono risparmiarci le prediche, parlano con le stesse parole dei nostri avversari“.

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