Dalla ristorazione al giro del mondo in barca a vela. Il sogno di Benny, in crowdfunding

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Da uno ristobar più conosciuti e apprezzati di Genova, Les Rouges, gestito insieme ai due fratelli, alla concreta aspirazione del giro del mondo a vela e non per sport ma per "inseguir virtute e canoscenza" citando il padre Dante. E' il sogno di Benny Abarbanel, 39enne nato a Tel Aviv ma in Italia da 35 anni prima a Milano e ora sotto la Lanterna. Sogno che ha il sapore di analoghe fantasie degli anni '60 quando -quasi in clandestinità- si diffondeva la nautica per tutti e la nascita dei sea gipsy sulla scia del vagabondo dei mari del Sud Bernard Moitessier, ma che fantasia non è affatto visto che la sua barca è già in costruzione in un cantiere di carpenteria metallica di Latina e sta per veder completato lo scafo. Le fasi della costruzioni si possono seguire sulla sua pagina Facebook.

"Per ora ho speso 15.000 euro, e un paio di mesi fa ho avviato un crowdfunding per l'allestimento -dice all'Adnkronos Benny-, finora ho raccolto 2.000 euro". Si parte dai 10 euro simbolici "se piace il progetto, e pare che stia piacendo" a quanto si vuole -ma la cifra indicata è di 300 euro-: per i donatori più generosi è previsto un passaggio a bordo di "Timshel", questo il nome scelto per la barca e tratto da La Valle dell'Eden di Steinbeck. Cinque giorni di navigazione o anche più "se si vuole e ci troviamo bene. Sto facendo già adesso delle conoscenze splendide, si può dire che il viaggio è già cominciato e sto incontrando delle persone veramente interessanti".

Come per esempio Franco "Ciccio" Manzoli, il primo italiano a vincere una Ostar e che oggi produce alberi in alluminio ad alta prestazione: uno dei suoi vecchi accatastati dietro il capannone potrebbe andare ad allestire la barca di Benny: "magari -dice-, per ora mi limito a considerare un privilegio e un onore l'averlo conosciuto ed aver trascorso ore con lui a parlare dell'armo della barca, insieme a Roberto Westermann di Wsail: tutti e due colpiti dalle mie intenzioni".Si vedrà cosa ne esce.

Perché l'intento di Abarbanel appunto non è quello di "farmi 'la barca gratis', ma più in generale creare coinvolgimento tra persone, avere relazioni con persone interessanti e poi anche perché tanti soldi non ne ho, con la pandemia in corso che ha fermato il lavoro": non solo il locale di Genova aperto nel 2013 con i fratelli Jonatan e Yoel ma ovviamente anche la succursale milanese. "Quindi voglio andare e conoscere: per dirla con De André un viaggio la cui sola ragione è viaggiare. Un viaggio 'popolare', non bisogna essere per forza ricchissimi per farlo, tutto in low cost e recuperando il più possibile. L'altro giorno ho trovato una cucina marina a un prezzo bassissimo, avrò il più possibile attrezzatura usata. E l'idea nasce da prima della pandemia ma adesso i tempi si stanno allungando perché se prima sapevo su quali somme potessi contare adesso è impossibile saperlo".

Neanche a dirlo anche la barca stessa è completamente fuori standard: viene da un progetto di Ernesto Tross, noto "eretico" della costruzione nautica, pittore e artigiano recentemente scomparso ma che Benny ha fatto in tempo a conoscere. Si tratta di uno scafo in alluminio, con deriva mobile a baionetta, peso in sentina suddiviso all'antica in pani di piombo e non sul classico bulbo, e soprattutto senza randa ma armata solo con fiocchi: "per questo basta un semplice palo in alluminio senza inferitura, il boma non c'è e questo è un ulteriore elemento di sicurezza", perché alzi la mano il velista che non ha mai preso una bomata in testa.

Per quanto austero sia il progetto "la barca tuttavia è un oggetto che costa e in situazioni di difficoltà evidenti nella mia attività ho pensato di unire utile e dilettevole. Ma, più importante di tutto, ciò sta creando connessioni: adesso ho una rubrica sempre più piena, vado a conoscere le persone dal vivo quando è possibile. C'è un ragazzo di Torino, ingegnere informatico, che si è proposto gratuitamente di occuparsi della parte elettronica: un lavorone e lo fa solo perché gli piace il progetto. Sto costruendo rapporti e relazioni che poi dureranno. Mi danno del fricchettone? hai voglia, gli insulti ci sono, da accattone in poi. Però ho passato 20 anni nella ristorazione, togliendomi molte soddisfazioni. Penso che quello che ho imparato svolgendo questo lavoro potrà essere utile bel viaggio che farò con Timshel. Ospitalità, capacità a relazionarsi con le persone, spirito di adattamento saranno essenziali per la riuscita del progetto".