Dalla Russia possibili interferenze sul voto in Italia - Enrico Letta

Intervista esclusiva di Reuters a Enrico Letta, capo del Partito Democratico di centrosinistra, a Roma

di Giselda Vagnoni e Crispian Balmer

ROMA (Reuters) - Mosca potrebbe tentare di influenzare le prossime elezioni nazionali italiane diffondendo fake news sui social media a favore dei partiti filo-russi, ha detto il segretario del Partito Democratico (PD) italiano.

Enrico Letta, che nei sondaggi rincorre l'alleanza di centro-destra, vuole che i servizi segreti italiani e l'unità di disinformazione dell'Unione europea monitorino i prossimi due mesi di campagna elettorale e prevengano interferenze esterne.

"Lancio questo allarme rosso per il bene del Paese, ma anche dell'Europa", ha detto a Reuters Letta nella sede dell'Arel dove si prepara al voto anticipato del 25 settembre dopo l'inattesa caduta del governo di unità nazionale del presidente del Consiglio Mario Draghi.

Due dei principali avversari di Letta, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, hanno coltivato stretti legami con il presidente russo Vladimir Putin. Entrambi hanno condannato l'invasione russa dell'Ucraina, ma si sono anche chiesti perché l'Occidente dovrebbe inviare armi a Kiev.

"So benissimo che Salvini e Berlusconi sono su una strada completamente diversa... ecco perché temo l'approccio russo a questa campagna elettorale", ha detto l'ex presidente del consiglio parlando in inglese.

La Lega ha preferito non fare commenti. Forza Italia non ha risposto a una richiesta di commento.

È la prima volta che Letta esprime questa preoccupazione, anche se senza fornire prove sulle intenzioni di Mosca.

L'ambasciata russa a Roma non ha risposto finora a una richiesta di commento.

Alle ultime elezioni nazionali del 2018 non sono mancate le accuse di ingerenze russe sui social media, ma i servizi segreti italiani hanno minimizzato l'entità della minaccia.

PERCHE' UNA VITTORIA DELL'ESTREMA DESTRA PREOCCUPA

Secondo i sondaggi, il blocco conservatore formato da Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia, vincerebbe le elezioni.

Fratelli d'Italia, che a differenza dei suoi alleati ha adottato una linea inequivocabilmente filo-ucraina, sarebbe accreditato quasi del 24% dei voti, diventando così il primo partito del Paese, seguito dal PD con circa il 23%.

Il partito affonda le sue radici in un gruppo neofascista, ma è diventato più mainstream sotto la guida di Giorgia Meloni.

Tuttavia, Fratelli d'Italia conserva tracce del suo passato di estrema destra e chi ne critica le posizioni sostiene che gli alleati europei dell'Italia dovrebbero essere preoccupati di un suo successo elettorale.

Per Letta, se la destra tradizionalmente euroscettica prendesse il potere, Roma si troverebbe rapidamente in rotta di collisione con l'Unione Europea, in netto contrasto con i cordiali legami che hanno caratterizzato il governo Draghi.

"Penso che una vittoria della destra oggi porterebbe l'Italia in una direzione completamente diversa da quella che abbiamo tenuto con Draghi. Significherebbe... conflitti con l'Europa", ha detto.

Il capo del PD ha detto che potrebbe riempire i suoi discorsi con molti avvertimenti su un ritorno del fascismo, ma ritiene di avere maggiori possibilità di vittoria concentrandosi sul proprio manifesto elettorale.

I democratici punteranno sulla lotta al cambiamento climatico, sulla difesa dei diritti civili, comprese le leggi sulla cittadinanza per gli immigrati, e sulla promozione di questioni sociali come l'introduzione di un salario minimo.

È probabile che il Movimento 5 Stelle faccia campagna elettorale su temi simili, ma Letta esclude qualsiasi patto elettorale dopo che i grillini per due volte si sono rifiutati di sostenere le mozioni di fiducia su Draghi.

Tuttavia, la legge elettorale italiana favorisce i partiti in grado di stringere alleanze e Letta cerchera' il sostegno di tutti i partiti rimasti fedeli a Draghi, inclusa Italia Viva, guidata da Matteo Renzi, che lo spodesto' nel 2014.

"Non pongo alcun veto", ha detto Letta, aggiungendo che gli italiani si troveranno davanti una scelta semplice.

"È chiaro per qualsiasi elettore. Il 25 settembre ci saranno due opzioni: o la destra o noi. Non credo che ci sarà una terza via".

(Giselda Vagnoni, Crispian Balmer, editing Stefano Bernabei)

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