Dalla truffa al terrorismo islamico,estradato in Italia Giulio Lolli

Red/Gtu

Roma, 1 dic. (askanews) - Dalle truffe degli yacht di lusso al terrorismo islamista e traffico di armi: è stato estradato in Italia, da Tripoli, il 54enne imprenditore bolognese Giulio Lolli.

Il rimpatrio dell'imprenditore, soprannominato 'il pirata', èstato assicurato dall'Agenzia informazioni e sicurezza esterna (Aise) che ha curato i rapporti con le autorità libiche, e al suo rientro in Italia, a Ciampino, i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale hanno dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip, su richiesta della Procura di Roma. E l'uomo è stato portato nel carcere di Regina Coeli. A carico del bolognese si ipotizzano i delitti di associazione con finalità di terrorismo internazionale, traffico di armi e munizioni da guerra.

Le indagini - spiegano i Ros - hanno accertato che l'uomo è stato, dall'ottobre 2017, tra i comandanti del cartello islamista Majlis Shura Thuwar Benghazi, in particolare 'Comandante delle forze rivoluzionarie della marina'.

Majlis Shura Thuwar Benghazi, è una formazione jihadista controllata dall'organizzazione terrorista Ansar Al Sharia (affiliata ad Al Qaeda, sino al suo definitivo scioglimento nel novembre 2017), molto attiva nel 2017 a Bengasi.

Majlis Shura Thuwar Benghazi, nel 2017, aveva la sua base operativa a Misurata. E proprio da Misurata Lolli si occupava di garantire alle milizie di Majlis Shura Thuwar Benghazi a Bengasi i rifornimenti di armi; approvvigionamenti che, via mare (non essendo sicuro il trasporto via terra), dovevano giungere da Misurata.

Le indagini sull'imprenditore italiano sono scattate dopo due controlli in acque internazionali, tra maggio e giugno 2017, al largo della Libia. Due unità navali della missione militare europea Eunavfor Med - Operazione Sophia, in due diverse operazioni hanno trovato e sequestrato un ingente quantitativo di armi da guerra, inclusi lanciarazzi e mine anticarro.(Segue)