Dallo strizzagarze alle sonde tridimensionali: cardiologi a Milano

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Roma, 24 set. (askanews) - E' iniziato ricordando la macchina "strizza garze" con cui il professor Renato Donatelli anticipava la spending review in cardiochirurgia, negli anni Sessanta, all'Ospedale Niguarda di Milano. Saranno quattro giorni di full immersion nelle soluzioni terapeutiche più avanzate, quelli che affrontano oltre 1600 cardiologi e cardiochirurghi, riuniti al Marriott Hotel di Milano per il 53° convegno Cardiologia, promosso dalla fondazione De Gasperis che sostiene il Cardiocenter di Niguarda. L'inaugurazione è avvenuta alla presenza di Fausto Rovelli, 101 anni, fondatore di quello che oggi è il Dipartimento Cardiotoracovascolare dell'Ospedale di Niguarda e punto di riferimento professionale e umano per generazioni di cardiologi e cardiochirurghi. Come Domenico Sirico, il giovane cardiologo che si è aggiudicato il premio Donatelli 2019.

"Milano e la Lombardia possono contare su un sistema di eccellenza nel campo della salute e in quello della ricerca: un modello virtuoso nell'ambito della sanità italiana; un insieme di realtà che possono contare su una gestione efficace ed efficiente della sanità e su un humus favorevole al perseguimento di nuovi traguardi e allo sviluppo di nuove progettualità" ha detto Benito Benedini, presidente della fondazione, che sostiene il Dipartimento attraverso la donazione di strumenti innovativi (tra cui due nuove sonde transesofagee tridimensionali, una sonda ecografica transtoracica, un ecografo portatile, ecc), l'aggiornamento medico scientifico (il supporto della fondazione ha reso possibile la realizzazione del 2° Simposio internazionale di ecocardiografia intraoperatoria) e la formazione sul campo (nove giovani medici all'interno del Dipartimento). "Per migliorare sempre è fondamentale il lavoro di squadra" ha ricordato Massimo Torre, direttore del Dipartimento. "Primi in Italia… primi in Europa… tantissimi primati di Niguarda sono ascrivibili al Dipartimento Cardiotoracovascolare. Niguarda è nato come ospedale dei Milanesi, fondato sulla beneficenza, per noi cura e cultura della salute resta vero ancora oggi dopo ottant'anni" ha detto Marco Bosio, direttore generale dell'Ospedale milanese, che quest'anno festeggia l'ottantesimo.