D'Amato: "Il Lazio non rischia la zona gialla, fare terza dose appena possibile"

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Alessio D'Amato (Photo: Ansa/Hp)
Alessio D'Amato (Photo: Ansa/Hp)

Sono 12.630 le persone attualmente positive a Covid-19 nel Lazio, di cui 579 ricoverati, 75 in terapia intensiva e 11.976 in isolamento domiciliare. Un trend decisamente in aumento anche in quella che viene considerata una delle Regioni più virtuose sia dal punto di vista dell’organizzazione che della riuscita della campagna vaccinale. Eppure, l’aumento dei casi e delle ospedalizzazioni, preoccupano tanto da far dire a Bartoletti, vice segretario nazionale della Fimmg (Federazione Italiana medici medicina generale), in un’intervista a Corriere della Sera, che il Lazio rischia la zona gialla prima di Natale.

“Al momento i dati dell’ultimo monitoraggio dell’Iss ci dicono che il Lazio non corre questo rischio e con ogni probabilità non lo correrà fino alla fine dell’anno”, spiega invece ad HuffPost Alessio D’Amato, assessore regionale alla Sanità che non nasconde tuttavia che si tratta di un “quadro in evoluzione. Il rischio che il Lazio possa andare in zona gialla attualmente è pari a quello medio nazionale. D’altronde la zona gialla viene attivata quando entrambi i parametri di occupazione delle terapie intensive e dell’area medica si trovano al di sopra delle soglie rispettivamente del 15% e del 10%, e noi siamo abbastanza al di sotto: circa la metà per le terapie intensive, circa il 7% per l’area medica”.

Naturalmente però l’aumento dell’incidenza e dell’Rt in tutta Italia presuppone un’attenzione anche nel Lazio. “Si tratta, tuttavia, di uno scenario che ha a che fare soprattutto con la velocizzazione delle dosi di richiamo, che rappresenta la strategia attuale per combattere la quarta ondata che sta flagellando alcuni Paesi d’Europa, essenzialmente quelli con bassa copertura vaccinale: penso a Romania, Bulgaria, Austria. Noi abbiamo ospitato due pazienti dalla Romania in gravissime condizioni perché lì mancano le terapie intensive. La situazione in Italia e nel Lazio è molto distante da questo quadro”.

Dunque, come è possibile che una regione che ha il tasso di copertura vaccinale fra i più alti d’Italia e d’Europa veda comunque una ripresa della circolazione del virus? “Da una parte la stagionalità invernale porta alla frequentazione di luoghi chiusi e quindi alla promiscuità”, riflette D’Amato. “Inoltre coincide con il calo delle coperture di coloro che furono vaccinati all’inizio. Noi non stiamo in una situazione grave, vorrei che fosse chiaro. I dati dei monitoraggi ci dicono questo: l’attenzione non cala, ma non abbiamo uno scenario da cambio colore”.

“Poi bisogna dire un’altra cosa”, aggiunge, “anche se abbiamo tassi di copertura vaccinale tra i più elevati in Europa, nel Lazio c’è sempre un 10% di non vaccinati che sono comunque centinaia di migliaia di persone. Tuttavia ad oggi con il 93,36% di adulti vaccinati e l′88% di over 12 siamo relativamente tranquilli: calcoli che con gli attuali dati di incidenza, sei mesi fa avevamo tassi occupazione di reparti e terapie intensive di 6 volte superiori a quelli attuali”.

La strada maestra, dunque, è quella di velocizzare le dosi di richiamo, facendo attenzione da parte dei cittadini che la terza dose non deve essere fatta alla scadenza del Green Pass, ma “al 181 giorno dalla seconda dose. Abbiamo inviato oltre 1 milione di sms ai cittadini che rientrano nelle categorie destinate alla terza dose per ricordare loro di fare la dose di richiamo. Partiremo in settimana con la fascia di 40enni e 50eeni che potranno prenotare la dose di richiamo il primo giorno utile dopo i 180 giorni dalla seconda”.

La risposta dei cittadini alla dose di richiamo? “Buona: la prima settimana di novembre circa il 50% dei potenziali, la seconda settimana il 75%. Un trend in aumento. Le somministrazioni del vaccino Covid sono aumentate del 10% rispetto al dato di una settimana fa, in prevalenza terze dosi (64%), mentre il 24% sono seconde dosi e il 12% prime dosi. I richiami sono oltre 325mila”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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