Damiano dei Maneskin: a scuola mi bocceranno ancora, a Roma giro con la pelliccia di leopardo

Damiano David (LaPresse)

Il leader dei Maneskin Damiano David ha parlato al Messaggero e al Corriere della Sera della sua eccentricità, spiegando ad esempio che per quanto gli riguarda la scuola non serve sostanzialmente a nulla, preferendo sempre la musica a qualsiasi altra cosa. Il gruppo arrivato secondo nell’edizione 2017 di X Factor è arrivato molto in alto nelle classifiche e Damiano non cessa, appunto, di far vedere la sua anima alternativa.

I Maneskin, con il singolo Chosen, sono arrivati al disco di platino e i concerti programmati da febbraio sono già sold out. Un momento fenomenale per loro. Ma a Damiano, che ha solamente 18 anni, non basta e regala spesso ai media qualche frase a effetto per raccontare meglio chi è. Nella speranza (nostra) che il suo modo di fare altamente differente non lo metta in difficoltà, come accaduto in passato – ad esempio – a Morgan.

Sono stato bocciato due volte al Liceo Linguistico Montale di Roma. Visto che ho fatto X Factor e che sono in giro, scatterà automaticamente la terza bocciatura. Ma non tornerò tra i banchi e lo dico con senso di grandissima rivincita. Per anni mi sono sentito dire che non dovevo pensare alla musica e che dovevo impegnarmi a fare qualcosa di serio e responsabile“, ha detto al Messaggero.

(LaPresse)

Al Corriere ha invece spiegato che “A scuola ci tornerò per fare il figo. In teoria, ma molto in teoria, avrei dovuto finirla. Mi hanno steccato alla grande due volte, e con X Factor è arrivata la terza. Ho vissuto la scuola molto male. Sentirmi dire quello che dovevo fare e non poter esprimere la mia intelligenza è stato brutto. Se non sei scolasticamente intelligente non vuol dire che non lo sei del tutto, ci sono altri modi per far vedere che cosa si può diventare. Avevo dei compagni con i supervoti, poi uscivano in strada e si perdevano, avevano bisogno magari della madre. Io invece ho fatto sempre il contrario rispetto a loro. A un certo punto andare male a scuola era una cosa voluta, mi stava strettissimo rimanere seduto sei ore ad ascoltare uno che raccontava cose. Io volevo saltare sulla cattedra e spaccare tutto“.

I Maneskin al completo (LaPresse)

Certo, non saranno felici quegli italiani che si sbattono per studiare e che ottengono ingiustamente meno. Ma probabilmente a Damiano non interessa. Per lui ora ci sono soltanto la musica e i look ricercati: “Vado al mercatino e dico ‘questa tutina con le paillettes è trash, ma è una figata. Me la voglio mettere’. A Roma, che è una città un po’ ferma al palo, mi hanno urlato spesso delle cose irripetibili. Ma chi sono loro, per dirmi che non posso andare in giro con la pelliccia di leopardo come Mick Jagger? Io posso farlo. Anche Jagger deve aver pensato la stessa cosa. E pure con lo smalto alle unghie è uguale: questa cosa è partita con Victoria (la bassista, ndr) che mi aveva detto che secondo lei mi sarebbe stato bene un tratto di matita per far risaltare gli occhi. Da lì al kajal per le unghie è stato naturale“.