Daniele Franco, il ministro del gran silenzio

Giuseppe Colombo
·Business editor L'Huffington Post
·2 minuto per la lettura
Daniele Franco (Photo: Monaldo PoolMonaldo Pool/AGF / AGF)
Daniele Franco (Photo: Monaldo PoolMonaldo Pool/AGF / AGF)

Giovedì pomeriggio, le tre e mezza circa. Il Consiglio dei ministri, riunito a palazzo Chigi, ha appena dato il via libera al Documento di economia e finanza. Finito di scrivere qualche ora prima al ministero dell’Economia. Due sottosegretari di quel ministero, contattati al telefono, danno la stessa risposta alla richiesta di conoscere le stime contenute nel Def: “Non le abbiamo viste”. Eppure quelle stime sono state fatte nello stesso palazzo dove lavorano ogni giorno. Tra i sottosegretari non c’è irritazione. Forse qualcuno bluffa, cioè sa ma non parla, ma qualcun altro dice sicuramente la verità, senza timore che quel non sapere venga scambiato per esclusione. Perché - è il loro ragionamento - ”è il metodo Franco”. Il metodo del ministro dell’Economia Daniele Franco. L’uomo del gran silenzio.

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I sottosegretari di stanza a via XX settembre parlano benissimo di Franco. ”È una persona squisita, sempre attenta”, dice il leghista Claudio Durigon, che con il governo Draghi è ritornato a via XX settembre dopo l’esperienza del governo Lega-M5s, quando al Tesoro c’era Giovanni Tria. E anche chi ha avuto modo di confrontarsi con la viceministra Laura Castelli, quota 5 stelle, assicura che i grillini non ce l’hanno più con lui, che non è più tra i “pezzi di m....a” del Mef dell’audio in cui Rocco Casalino prometteva le purghe contro i burocrati colpevoli di frenare il reddito di cittadinanza. Era il 2018 e Franco era alla guida della Ragioneria generale dello Stato, dipartimento del ministero dell’Economia. Insomma il sottosegretario e la viceministra rivendicano buonissimi rapporti con il ministro. Anche se Franco fa il punto con loro e con gli altri sottosegretari solo una volta a settimana. Ogni martedì mattina. Mezz’ora, dalle 10.30 alle 11. Poi ci si rivede tutti il ma...

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