In Danimarca primo sì a pillola Merck. Ok Ema a 2 nuovi trattamenti anti-Covid

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MADRID, SPAIN - NOVEMBER 26: Health workers give medication during treatment process of a Covid-19 patient in an intensive care unit at Isabel Zendal Hospital as restrictions increased due to rising number of cases in Madrid, Spain on November 26, 2021. (Photo by Burak Akbulut/Anadolu Agency via Getty Images) (Photo: Anadolu Agency via Getty Images)
MADRID, SPAIN - NOVEMBER 26: Health workers give medication during treatment process of a Covid-19 patient in an intensive care unit at Isabel Zendal Hospital as restrictions increased due to rising number of cases in Madrid, Spain on November 26, 2021. (Photo by Burak Akbulut/Anadolu Agency via Getty Images) (Photo: Anadolu Agency via Getty Images)

L’Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha annunciato di aver raccomandato l’autorizzazione di due nuovi trattamenti per il Covid-19.

Si tratta di Xevudy (sotrovimab), un anticorpo monoclonale, indicato per il trattamento di Covid-19 negli adulti e negli adolescenti (dai 12 anni di età e con un peso di almeno 40 chilogrammi) che non richiedono ossigeno supplementare e che sono a maggior rischio che la malattia diventi grave. E di Kineret (anakinra), un medicinale immunosoppressivo già autorizzato nell’Unione europea per il trattamento di varie condizioni infiammatorie. La sua indicazione è stata ora estesa per includere il trattamento di Covid-19 in pazienti adulti con polmonite che richiedono ossigeno supplementare, a flusso basso o alto, e che sono a rischio di sviluppare grave insufficienza respiratoria, come determinato dai livelli ematici di una proteina chiamata suPar (recettore attivatore del plasminogeno dell’urochinasi solubile) di almeno 6 ng per ml.

Sempre oggi la Danimarca ha raccomandato il trattamento anti-Covid con la pillola prodotta da Merck per pazienti a rischio con sintomi; è il primo Paese Ue a farlo. Il medicinale, commercializzato con il nome di Lagevrio, ha ricevuto il via libera per uso d’emergenza da parte dell’Ema a metà novembre, permettendo ai singoli Paesi membri di decidere autonomamente se utilizzarla prima della autorizzazione ufficiale.

“Raccomandiamo il trattamento con la pillola perché riteniamo che i benefici superino i danni per quei pazienti che sono più a rischio di ammalarsi gravemente di Covid”, ha spiegato Kirstine Moll Harboe dell’Autorità sanitaria danese. “Allo stesso tempo siamo pienamente consapevoli che questo è un trattamento nuovo e non approvato rispetto al quale non abbiamo ancora molta conoscenza”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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