Danimarca, vince la premier socialdemocratica Frederiksen

Alla fine l’ha spuntata con un solo seggio in più. In Danimarca il blocco rosso quello di centrosinistra, con a capo l'attuale premier socialdemocratica Mette Frederiksen, ha vinto le elezioni anticipate indette dopo le sue dimissioni. Dimissioni causate dallo "scandalo dei visoni", ovvero la controversa decisione del suo governo, adottata nel 2020, di eliminare milioni di visoni come misura di risposta alla pandemia.

La premier e leader dei socialdemocratici Frederiksen dopo essersi dichiarata “felice e orgogliosa per la miglior elezione ottenuta in più di 20 anni” si è rivolta al centro per formare una coalizione di governo.

Il suo principale avversario l'ex primo ministro conservatore, Lars Løkke Rasmussen, sembrava destinato a vincere questa tornata. Ora i moderati, il nuovo partito centrista, farà il suo esordio in parlamento con 16 seggi, ma non potrà giocare il ruolo di kingmaker.

La premier apre al centro

Il partito di centrosinistra ha ottenuto circa il 27,7 per cento dei voti (con 85 seggi per il blocco di cui fa parte). Il secondo partito più votato è stato il partito di centrodestra Venstre, in calo rispetto alle elezioni del 2019, con il 13,3 per cento dei voti (74 seggi per il blocco di cui fa parte).

Nonostante il suo successo, ora la premier Frederiksen cercherà di formare un nuovo governo dopo una campagna elettorale movimentata, piena di polemiche e caratterizzata da un quadro politico particolarmente frammentato. Sarebbe la prima volta dal 1978 che i Socialdemocratici si alleano con un grosso partito centrista per formare un governo. In quel caso l’alleanza durò appena otto mesi.

I democratici danesi, estrema destra xenofoba, è un altro partito che farà il suo esordio in parlamento con 14 seggi. Il partito liberale radicale, uno dei principali promotori del voto anticipato, ha perso oltre la metà dei seggi, mentre alleanza liberale, di centrodestra, ne ha guadagnati 10.