Danimarca vota su adesione a politica Difesa Ue dopo 30 anni di reticenza

Soldati in marcia durante una cerimonia a Kastellet a Copenhagen, in Danimarca

COPENHAGEN (Reuters) - Domani gli elettori danesi decideranno se aderire alla politica di difesa dell'Unione europea, diventando potenzialmente l'ultimo stato reticente all'interno del blocco ad aderire, dopo che l'invasione russa in Ucraina ha spinto le nazioni a rivedere radicalmente la propria strategia di sicurezza.

La Danimarca è l'unico membro del blocco di 27 nazioni che non fa parte della Politica di sicurezza e di difesa comune, avendo ottenuto l'esenzione da essa e dalla valuta euro in un referendum nel 1993 sul Trattato di Maastricht, che ha stabilito le basi per la moderna Unione europea.

Se i danesi, notoriamente critici nei confronti del blocco, voteranno per l'abolizione della deroga, come suggeriscono i sondaggi, ciò segnerebbe un nuovo significativo cambiamento politico per l'Europa dopo l'invasione lanciata dalla Russia a febbraio.

Questo mese Svezia e Finlandia hanno deciso di chiedere l'adesione alla Nato. Sia la Danimarca che la Germania hanno già promesso di aumentare drasticamente le spese per la difesa.

"La Nato rimarrà ovviamente il nostro strumento più importante, ma l'Unione europea ci offre un secondo strumento per garantire la nostra difesa a Est", ha detto Mogens Jensen, portavoce per la Difesa dei socialdemocratici al governo.

La Danimarca è un membro fondatore della Nato, ma gli Stati Uniti, prima potenza militare dell'alleanza, hanno segnalato che gli alleati europei devono assumere maggiori responsabilità per la propria sicurezza.

La partecipazione alla Politica di sicurezza e difesa comune consentirebbe alla Danimarca di prendere parte a operazioni militari congiunte dell'Unione europea, come quelle in Somalia, Mali e Bosnia.

(Tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Sabina Suzzi)

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