La luce blu dei Led ci sta facendo perdere il sonno

JANERIK HENRIKSSON / TT News Agency / Afp

AGI - La transizione alla radiazione di luce blu in tutta Europa aumenta la soppressione dell'ormone del sonno, la melatonina, affermano gli scienziati. Con danni per la salute umana e animale.

Ad affermarlo sono gli accademici dell'Università di Exeter, capoluogo della contea inglese di Devon, che hanno rilevato un cambiamento nelle tecnologie d'illuminazione che i paesi europei hanno adottato per la notte dopo aver utilizzato le immagini della Stazione Spaziale Internazionale (Iss).

Il punto è che le emissioni di colore arancione delle vecchie luci al sodio vengono rapidamente e progressivamente sostituite da emissioni di colore bianco dei Led, che hanno luce più intensa. E sebbene l'illuminazione a Led sia più efficiente in termini energetici e costi meno, i ricercatori rilevano che l'aumento della radiazione blu sta causando "importanti impatti biologici" in tutto il continente. Non mancano appunti agli studi precedenti, che “hanno sottovalutato l'impatto delle radiazioni di luce blu e gli effetti dell'inquinamento luminoso”.

Tra le conseguenze sulla salute, scrive il Guardian, “c'è la sua capacità di sopprimere la produzione di melatonina, l'ormone che regola il sonno negli esseri umani e in altri organismi”. Numerosi studi scientifici avvertono che una maggiore esposizione alla luce blu artificiale può peggiorare il sonno e può portare a una varietà di condizioni di salute che nel tempo diventano “croniche”.

Le ricadute del fenomeno della luminosità del pianeta sono di diverso ordine e grado. Ha ridotto la visibilità delle stelle nel cielo di notte, ciò che “potrebbe avere un impatto sul senso della natura delle persone”. Di sicuro ce l'ha sull'alterazione dei modelli comportamentali degli animali, come pipistrelli e falene, “può cambiare i loro movimenti verso o da fonti di luce”. Tra i paesi individuati per essere i più colpiti dai Led c'è il Regno Unito, specie per il rischio di soppressione della melatonina.

Pubblicato sulla rivista Science Advances, lo studio sottolinea come anche Italia, Romania, Irlanda e Spagna siano state identificate come paesi vulnerabili agli impatti delle radiazioni di luce blu a Led, avvertiti molto meno in Austria e Germania, che ancora alimentano gran parte dell'illuminazione notturna con gas più vecchi e lampadine fluorescenti.

“Dovremmo considerare la luce da una prospettiva biologica più ampia rispetto a quella dei soli esseri umani – consigliano gli scienziati – per concentrarci su un'illuminazione di migliore qualità e armoniosa con il nostro mondo naturale. Una migliore qualità e livelli di illuminazione inferiori aiuterebbero a risparmiare energia e a ridurre i costi finanziari, rendendo anche il nostro ambiente più sicuro per gli invertebrati". Ed esortano il governo del Regno Unito a ridurre i livelli di inquinamento luminoso, perché finora la misurazione nel paese è stata “irregolare e non coordinata”.