Dante: la condanna all'esilio fu politica? Giuristi propongono la 'revisione' del processo

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Firenze, 3 mag. – (Adnkronos) – Furono sentenze politiche quelle che nel 1302 condannarono all'esilio Dante Alighieri? A 700 anni dalla morte del Sommo Poeta si apre un'indagine giuridica per accertare se ci fu un eventuale uso strumentale della giustizia con l'obiettivo di eliminare un avversario politico, che in seguito alla condanna divenne "il ghibellin fuggiasco".

La "revisione del processo" all'autore della 'Divina Commedia' nasce da un'idea dell'avvocato Alessandro Traversi, penalista principe del Foro di Firenze, che si è fatto promotore di un convegno di studi giuridici che si terrà venerdì 21 maggio all'Educandato della Santissima Annunziata al Poggio Imperiale a Firenze. Interverranno con specifiche relazioni gli avvocati Gianmpiero Cassi, Cosimo Papini, Gianluca Gambogi, il magistrato Margherita Cassano, presidente aggiunto della Corte di Cassazione, gli storici Giovanni Cipriani, Federigo Bambi, Claudio Di Fonzo, il presidente onorario dell'Accademia della Crusca, Francesco Sabatini. Sarà presente anche un discentente di Dante, Sperello di Serego Alighieri.

La relazione principale sarà tenuta dallo stesso Traversi, professore di diritto processuale penale alla Scuola di specializzazione per le professioni legali dell'Università di Firenze, che presenterà una serie di elementi per valutare la possibilità di una "revisione" delle sentenze di condanna di Dante. A partire dalla genericità delle gravi accuse mosse a Dante dal podestà fiorentino, Cante de' Gabrielli da Gubbio, che andavano dalla 'baratteria' (antesignana del reato di corruzione) alle influenze illecite per favorire i guelfi bianchi in danno dei guelfi neri che a quel tempo governavano Firenze. "Aleggia il sospetto che queste imputazioni nei confronti di Dante fossero strumentali, usate per eliminarlo dalla vita pubblica", osserva Traversi. "Dopo 700 anni si tratta di capire se quelle sentenze fossero legittime, se il processo fu fatto secondo le regole". Le sentenze di condanna di Dante, contenute nel Libro del Chiodo conservato nell'Archivio di Stato di Firenze, non sono mai state revocate né annullate. Il convegno "700 anni dopo: 'revisione' del processo a Dante. Furono sentenze politiche?" è patrocinato dal Comune di Firenze e dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati ed è organizzato da Aiga, Centro Fiorentino Studi Giuridici e dal Comitato Dante 700.