Danza: al REf Dancing Days, in scena la giovane coreografia contemporanea

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La XXXV edizione del Romaeuropa Festival prosegue nel segno del movimento con Dancing Days. Dal 23 ottobre all’1 novembre la sezione curata da Francesca Manica anima i palcoscenici del Mattatoio e del Teatro Vascello indagando i temi dell’identità, della diversità e dei corpi che scrivono la storia del nostro presente. "Questa edizione di Dancing Days affronta in modo viscerale il rapporto tra la società contemporanea e l’io interiore delle danzatrici-autrici e dei danzatori-autori che la abitano - spiega Francesca Manica - Molteplici identità si incarnano in corpi fluidi capaci di farsi carico degli odierni processi di trasformazione, di divenire mezzo per costruire narrazioni alternative del nostro presente.

I progetti selezionati sono specchio di questo tempo privo di certezze in cui è necessario ricostruire nuovi spazi e nuovi paesaggi da abitare e in cui ritrovare nuova centralità". Il rapporto tra natura e tecnologia, tra il corpo e tutto ciò che l’uomo è stato in grado di comprendere e riscrivere nel corso della sua evoluzione è al centro di 'Twin' di Luna Cenere (in scena il 23 ottobre).

In dialogo con il visual artist Gilles Dubroca, la coreografa e danzatrice attraversa e rielabora citazioni storiche e teorie sull’arte digitale per costruire una realtà immersiva in cui gli elementi fisici vivono in perpetuo dialogo con la loro proiezione, con l’immagine e con il colore. Una doppia realtà gemella, evocata dal titolo, si impone sulla scena per un dialogo tra reale e irreale, tra l’essere umano e la sua proiezione e riproduzione 'fuori di sé'.

Di costruzione dell’identità, questa volta femminile, raccontano le coreografe Masako Matsushita e Joy Alpuerto Ritter entrambe in scena il 24 ottobre. Classe 1986, l’italo giapponese Matsushita nel suo Un /Dress' instaura un dialogo tra corpo e tessuto per reinventare le normali gestualità che compongono il nostro vestirci e svestirci e per descrivere una metamorfosi del corpo in relazione allo spazio e alla materia. È invece un dialogo tra una donna e le qualità animalesche e sensuali del rituale e dell’energia quello portato in scena dall’acclamata Joy Alpuerto Ritter, danzatrice e coreografa nata nel 1992 a Los Angeles da madre filippina, cresciuta in Germania e già apprezzata nelle schiere dell’Akram Khan Dance Company.

Tra danza popolare e classica filippina, hip hop e voguing, il suo Babae (donna) è un omaggio alla femminilità ispirato all’opera 'Witch Dance' di Mary Wigman. Lo spettacolo è presentato nell’ambito della rete Aerowaves, l’hub europeo dedicato alla nuova danza internazionale con il quale Romaeuropa rinnova la propria collaborazione e di cui fanno parte anche 'Pli' del coreografo Viktor Cernický, una pièce intrisa di humour dove la semplicità spaziale e i pochi elementi scenici divengono metafora delle dinamiche senza fine dell’essere umano (in scena il 29 ottobre) e 'Unauthorised' della coreografa greca Iris Karayan che osservando da vicino i modi in cui il corpo viene abitato e rappresentato nello sport e nella cultura pop costruisce un collage live di “enactment” e mutazioni fisiche, uno spazio asettico e luminoso invaso dalla fisicità dei performer e volto ad esplorare l’emozionalità del corpo (in scena il 30 ottobre).

Di emozioni come la paura e il pregiudizio, racconta invece 'Bob' del danzatore e coreografo Matteo Marchesi in scena il 31 ottobre. Risultato di due anni di ricerca intorno al tema dei mostri e della paura, lo spettacolo pone in scena una figura apparentemente distorta, fluida nelle qualità e nei generi, per indagare, in dialogo con il pubblico, la relazione tra la diversità e ciò che consideriamo mostruoso, tra seduzione e paura.

Si intitola 'Corpi Elettrici' il progetto ideato e firmato da Collettivo Mine, vincitore dell’edizione 2019 del concorso DNAppunti Coreografici, in collaborazione con il Conservatorio di Musica Elettronica G.B Martini di Bologna e il Festival Gender Bender e presentato il 30 ottobre al Teatro Vascello. Sono 22 i giovani compositori\studenti dei corsi di musica elettronica e musica applicata del conservatorio e 5 danzatori del Collettivo (Francesco Saverio Cavaliere, Fabio Novembrini, Siro Guglielmi, Roberta Racis e Silvia Sisto) che si sono incontrati in una serie di Zoom meeting per sviluppare insieme una modalità creativa\formativa inedita culminata nella composizione di 22 micro componimenti elettronici da due minuti che saranno presentati live e in versione video.

Sempre al Teatro Vascello, il 31 ottobre, Simona Bertozzi presenta 'Ilink'– don’t stop the dance' e riprende a distanza di dieci anni la prima azione coreografica del suo progetto Homo Ludens, creato intorno alle quattro categorie ludiche individuate dallo scrittore, sociologo e antropologo Roger Caillois: 'Ilinx', 'Alea', 'Agon', 'Mimicry'.

Completa Dancing Days, il 31 ottobre, la nuova edizione di DNAppunti Coreografici, progetto a sostegno dei giovani coreografi italiani volto a individuare nuove figure emergenti della danza a cui offrire un percorso di ricerca con sostegni eterogenei, promosso e sostenuto grazie alla collaborazione tra Centro Nazionale di produzione Firenze – Compagnia Virgilio Sieni, Operaestate Festival/CSC Centro per la scena contemporanea del Comune di Bassano del Grappa, L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale - Centro di Residenza Emilia Romagna, Fondazione Romaeuropa, Gender Bender Festival di Bologna e Triennale Milano Te atro. Ospitata dal REf, la finale del premio vede i quattro finalisti presentare gli studi della loro opera coreografica.

Sono Giacomo Citton con 'Mefistofele: Verging', Alice Gosti con 'Where Is Home – La straniera', Stefania Tansini con 'My Body' e Giada Vailati con 'I 72 spiriti della chiave di Salomone'.