Danza, da Chaillot al Romaeuropa Festival, Rachid Ouramdane apre con 'Mobius'

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Ci saranno in scena 19 performer per intessere acrobazie aeree nel segno della leggerezza, della festa, dell’equilibrio e dell’armonia tra corpi in contatto per un omaggio alla meraviglia della natura. 'Möbius', firmato dalla Compagnie XY e dallo sguardo coreografico di Rachid Ouramdane apre il 14 settembre, nella Cavea dell'Auditorium Parco della Musica, la XXXVI edizione del Romaeuropa Festival. Repliche il 15 e il 16.

Tra le formazioni più acclamate in Francia e nel mondo, Compagnie XY, ha costruito lo spettacolo a partire dall’osservazione dei movimenti degli storni, dei banchi di pesci, dal mutare della natura. Con la complicità del coreografo Rachid Ouramdane, oggi alla guida del Théâtre National de Chaillot, ha quindi dato vita una coreografia vorticosa, fatta di bagliori improvvisi e voli spericolati, di nubi e torri di corpi e del loro vertiginoso disfarsi.

Metafora dichiarata delle figure acrobatiche messe in scena è il così detto 'Nastro di Möbius', la cui superficie può essere percorsa all’infinito su entrambe le facce. Allo stesso modo Möbius è uno spettacolo in 'perpetua invenzione', un’ora di immagini visionarie durante la quale i 19 interpreti toccano terra il minimo indispensabile come a riprodurre le 'murmuration' degli storni, le silhouette di quelle nuvole di uccelli che, come trascinate dal vento, si muovono nei nostri cieli.

Fare proprio questo fenomeno unico della natura, vuol dire per XY ricercare e fare propria la potenza di una comunicazione non verbale misteriosa, sviluppare una pratica in cui i corpi si pongono in ascolto per rintracciare le traiettorie dell’altro e accoglierle, in un percorso di fiducia, in un ritorno, quanto mai urgente, alla poesia del contatto.

Una sensibilità che d’altronde è possibile rintracciare nella stessa struttura della compagnia composta da acrobate e acrobati provenienti da tutto il mondo e formalizzata in una dimensione di rivendicata orizzontalità e condivisione dei ruoli. Lo sguardo di Rachid Ouramdane inoltre pone questa pratica all’interno di una griglia coreografica rigorosa, trovando nel portès acrobatico il terreno ideale per l’evoluzione della sua ricerca sui grandi spazi e i grandi ensemble.

Ecco allora che nella scena bianchissima punteggiata da movimenti folgoranti, i corpi aerei si intravedono appena. Eppure, per alcune frazioni di secondo, si stagliano nel crepuscolo. Ne risulta un viaggio interiore, ricco di variazioni emotive come quelle provate davanti alla successione dei paesaggi che si offrono alla vista attraverso i vetri di un treno in corsa.

la Compagnie XY è tra i gruppi di nuovo circo più numerose e acclamate grazie ai suoi componenti, provenienti da tutto il mondo e formatisi nelle più prestigiose scuole di circo (il National Centre of Circus Arts, la Superior School of Circus Arts di Bruxelles, il Centre regionaldesArtsducirque di Lomme e l’École Nationale de Cirque di Châtellerault). Costruita come un vero e proprio collettivo, la compagnia vanta un percorso di oltre quindici anni volto a reinventare la pratica del 'portés acrobatico', i suoi ritmi e i suoi codici, per riaffermarli come centro del proprio gesto artistico.

L’alto numero di performer che fanno parte della compagnia, coinvolti di volta in volta nelle varie produzioni, permette inoltre di estendere questa ricerca alla relazione tra massa e individuo. La collaborazione con Rachid Ouramdane ha permesso di esplorare i confini dell’atto acrobatico ponendoli in relazione ai fenomeni naturali come il movimento degli stormi di rondini ('mormoration' nel linguaggio ornitologico). Le acrobazie si inscrivono così in un flusso caratterizzato da continue inversioni di direzione e privo di contrasti e opposizioni comprese quelle tra natura, corpo e cultura.

Rachid Ouramdane è oggi alla guida del Théâtre National de Chaillot. Si è diplomato al Centre National de Danza Contemporanea di Angers nel 1992 e ha intrapreso la sua carriera di coreografo ed interprete, lavorando in particolare in Francia e all’estero insieme a Meg Stuart, Emmanuelle Huynh, Odile Duboc, Christian Rizzo, Hervé Robbe, Alain Buffard, Julie Nioche. Ha realizzato alcune pièce complesse indagando i dispositivi della rappresentazione e l’utilizzo della coreografia per la costruzione di veri e propri ritratti.

Questo tipo di lavoro, per lungo tempo, si è basato sulla meticolosa raccolta di testimonianze condotta in collaborazione con registi e autori di documentari e integrando sulla scena tecnologie e dispositivi video per esplorare le sfere più intime dell’essere umano. Attraverso la danza e le testimonianze ha cercato così di contribuire sensibilmente ai dibattiti sociali.

Ouramdane ha poi orientato la sua ricerca verso una scrittura coreografica per grandi formazioni, basata sul principio dell’accumulazione come in 'Tout Autour', spettacolo per 24 danzatori del Balletto dell’Opera di Lione o nella pièce 'Tenir le temps' per 16 danzatori presentato al Festival Montpellier Danse nel luglio del 2015.

Rachid Ouramdane è regolarmente invitato dalle più prestigiose compagnie in Francia e all’estero come, oltre al già citato Balletto dell’Opera di Lione, la compagnia russa Migrazia, la Condaco Dance Company (Royaume-Uni) e il Ballet de Lorraine. Contemporaneamente, il coreografo ha sviluppato un lavoro di trasmissione e di scambio tra la Francia e la scena internazionale. Ouramdane è stato, inoltre, co-direttore del CCN2 – Centre chorégraphique National de Grenoble, artista associato al Manège de Reims, al BonlieuScènenationale Annecy, al T2G Theatre de Gennevilliers e al Théatre de la Ville di Parigi.

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