Danza, Fondazione Accademia: nasce Centro di Documentazione Jia Ruskaja

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Workshop e esperienze laboratoriali, masterclass, collaborazioni con illustri istituti d'arte e università, convegni internazionali, residenze creative e la nascita del Centro di Documentazione Jia Ruskaja. Sono alcune delle iniziative messe in atto dalla neo presidente della Fondazione Accademia Nazionale di Danza, Chiara Zoppolato alla guida della Fand, creata nel 1963 da Jia Ruskaja, origini russe, nativa di Kerc, in Crimea, fondatrice dell'unica Accademia Nazionale di Danza esistente in Italia.

Un nuovo restyling per la Fondazione che ha tra le sue finalità quella di "promuovere lo sviluppo delle discipline coreutiche contribuendo alla promozione e alla diffusione della danza italiana, alla conservazione del proprio patrimonio culturale e della propria memoria storica", anche attraverso la multimedialità, progetti radiotelevisivi e cinematografici. Ma soprattutto con l'obiettivo di ricominciare a parlare ai giovani con uno sguardo rivolto alla contemporaneità in continuo cambiamento e evoluzione.

"La Fondazione - ha sottolineato in una intervista all'Adnkronos Chiara Zoppolato, ex allieva e erede della grande maestra russa, per 36 anni docente dell'Accademia Nazionale di Danza - opera in continuità ideale e nel puntuale rispetto delle disposizioni della fondatrice Eugenia Borissenko, in arte Ruskaja, come sottoscritto nel suo testamento pubblicato il 20 aprile 1970. All'inizio la Fondazione era un Ente Morale il cui scopo statutario era il sostegno agli studenti con borse di studio e sussidi - ha aggiunto Chiara Zoppolato - accanto alla promozione di attività artistiche che potessero tornare a vantaggio degli stessi allievi e dell'Accademia Nazionale di Danza. Jia Ruskaja, per questo motivo, ha lasciato alla Fondazione l'eredità di tutto il suo patrimonio personale".

"Aveva obiettivi precisi che ha perseguito per tutta la sua lunga esistenza - ha aggiunto il neo presidente - Purtroppo non siamo riusciti a celebrare i 50 anni dalla scomparsa, causa covid, speriamo nel 2020 di poterla ricordare nei 120 anni dalla nascita". Fondazione Accademia di Danza, dunque tra presente e passato, tra la storia e un respiro più contemporaneo. Ed è per questo motivo che tra i progetti dell'attuale presidente c'è quello di far rinascere, rispolverandola dall'oblio l'Orchestica, una poetica coreutica messa a punto dalla stessa Ruskaja che si rifaceva al passato senza tradire l'apporto di maestri e coreografi, delle diverse correnti internazionali della danza moderna.

"Il progetto dal titolo 'Orchestica Variation for Students - ha anticipato Chiara Zoppolato - coinvolgerà giovani artisti e coreografi, non solo italiani, per dar vita a nuove produzioni e pièce, partendo dal ricchissimo archivio e dal patrimonio documentale della Fand, ma anche dal rapporto diretto e dalle testimonianze delle ultime danzatrici che hanno danzato l'Orchestica, rivisitata, riletta nei contenuti e nelle dinamiche di composizione realizzate grazie, anche, ad azioni performatiche live e digitali".

Un patrimonio ricchissimo, quello della Fondazione, costituito dall'archivio privato della Ruskaja (molti i libri soprattutto in russo e francese), ma anche da abiti di scena, costumi storici originali. "E' un sogno, ma spero presto possa trasformarsi in realtà - ha annunciato Chiara Zoppolato - Via la polvere dai vecchi abiti, saranno restaurati e pronti per un allestimento museale. La danza tutta, ma soprattutto quella italiana, deve molto a Jia Ruskaja. Donna di un fascino strepitoso e di indubbio carisma - ha ricordato la sua ex allieva- Donna maestosa e dal portamento regale, basta guardare i suoi ritratti e le sue foto, ricostruiscono un clima e un ambiente fatto di arte, cultura, di atmosfere conviviali".

"Jia Ruskaja amava i salotti e la conversazione, ma soprattutto cenare in compagnia. La sua predilezione? - ha continuato - Per un piccolo ristorante nel quartiere di Trastevere che rimaneva aperto fino a tarda sera per lei e i suoi ospiti". Una storia, quella di Evgenija Fedorovna Borisenko che ha molto del romanzo d'appendice e dei feuilleton dell'epoca. La fuga dalla Russia, giovanissima, dopo la Rivoluzione d'Ottobre in compagnia del padre, un ufficiale dell'esercito imperiale russo, un primo matrimonio con un militare inglese, Evans Daniel Pole e poi l'arrivo in Italia dove sposa Aldo Borelli, direttore del Corriere della Sera.

Lavorò al cinema ('Giuditta e Oloferne' di Baldassare Negroni) e a teatro ('Sumitra' di Carlo Clausetti) accanto ad Anton Giulio Bragaglia al Teatro Sperimentale degli Indipendenti, ricercatissima da scrittori, intellettuali, poeti, pittori come Pirandello, Marinetti, Soffici, Bontempelli, Prampolini, De Chirico, Malaparte, Trilussa, collaborò, in qualità di coreografa, con l'Istituto del Dramma Antico e le Rappresentazioni Classiche di Siracusa . Negli anni 30 aprì una scuola di danza a Milano che vinse il 'lauro' d'oro' alle Olimpiadi di Berlino del 1936, mentre due sue allieve, Giuliana Penzi e Avia De Luca, ottennero la medaglia d'oro come soliste.

Solo nel 1940 fondò, nella capitale, la Regia Scuola di danza (all'epoca riservata solo alle donne'), inizialmente annessa all'Accademia d'arte drammatica e divenuta autonoma nel 1948 con la denominazione di Accademia Nazionale di Danza, che dirigerà fino al 1969. Un allontanamento forzato per gravi motivi di salute. Jia Ruskaja morirà infatti pochi mesi dopo, il 19 aprile 1970.