Danza, Les italiens de l'Opéra de Paris in tour

(Adnkronos) - Un successo nel mondo, trionfano nei maggiori teatri internazionali. Un piccolo, grande gruppo nato per una sfida, vinta. Les italiens de l'Opéra de Paris (tutti giovanissimi, under 30), la compagnia fondata dal premier danseur de l'Opéra de Paris Alessio Carbone sarà in Italia ospite di Ravenna Festival il 12 giugno, tra le presenze più illustri della storica manifestazione. Un'avventura che profuma di entusiasmo, di consapevolezza profonda delle proprie innate virtù, di made in Italy. (VIDEO) - (FOTO)

"All'Opéra de Paris c'è una legge interna che impedisce alla compagnia di avere non più del 10 per cento di danzatori 'stranieri' - ha raccontato prima del debutto in Italia Alessio Carbone - Gli italiani sono molto di più, siamo la nazionalità più rappresentata all'interno della grande istituzione francese, ne sono orgoglioso e felice. Siamo stati io e Eleonora Abbagnato ad aprire le strade agli 'italiens' sconfiggendo uno 'sciovinismo' tipicamente francese. Era dalla fine degli anni '70 con Serge Peretti che un italiano non riusciva ad entrare a Palais Garnier".

Felici di viaggiare nel nostro Paese 'Les italiens de l'Opéra de Paris', una sorta di grand tour alla scoperta delle proprie radici, a volte delle proprie famiglie d'origine. All'inizio Venezia, Palermo, Ravello e poi in tournée in Nuova Caledonia, Uzbekistan, Spagna, Svizzera. Con un sogno nel cassetto.

"Mi piacerebbe prendere un camper con un palcoscenico integrato e viaggiare alla volta di tutte quelle città o quei piccoli centri che non hanno teatri a disposizione andando incontro ad un pubblico che non si aspetta di vedere la danza o che magari non può permettersi di muoversi, un pò come fa il Teatro dell'Opera di Roma l'Opera camion", - ha confessato ancora all'Adnkronos Alessio Carbone, una famiglia sotto il segno di Tersicore (il padre Giuseppe è stato danzatore e coreografo e ha diretto i corpi di ballo delle maggiori compagnie del mondo, la madre Iride Sauri è stata danzatrice alla Fenice di Venezia e poi al Cullberg Ballet, la sorella Beatrice è solista alla Scala di Milano, il fratello Alvise lavora in Spagna).

"Chiedo ai mie danzatori di essere famiglia, di donarsi totalmente durante la propria esibizione - ha aggiunto Alessio Carbone- Ho sempre perdonato le piccole imperfezioni, ma la mancanza di motivazione non l'accetto. La nostra carriera si esaurisce in un arco di tempo brevissimo. Non possiamo sprecare un attimo. Solo in questi momenti mi gioco il ruolo di 'grande fratello' accanto ad un fratello amato e 'acquisito' Francesco Vantaggio".

Gli eredi' 'italiani' di quella che un tempo era l'Académie Royale de Danse fondata dal 1661 dal Re Sole si distinguono nel panorama internazionale. Lasciamo sempre la parola a Alessio Carbone: "i danzatori italiani hanno una capacità di improvvisazione particolare, sanno reagire di fronte alle difficoltà, sono creativi - ha risposto- Inconfutabile, indubbia poi la generosità di cuore, tipica del nostro popolo, un tratto caratteristico. Noi italiani amiamo di più, sappiamo approfittare di più della vita. I francesi e i parigini, in particolare, sono molto eleganti, gli inglesi aristocratici, i russi eroici - ha concluso Carbone- I francesi sono in scena per farsi ammirare, gli italiani per darsi generosamente al proprio pubblico". E a Ravenna vedremo da Valentine Colasante, Paul Marque, Bleuenn Battistoni, Ambre Chiarcosso, Antonio Conforti, Nicola Di Vico, Giorgio Fourès, Sofia Rosolini, Andrea Sarri e Bianca Scudamore in un programma che alterna classico e contemporaneo, mettendo in luce le qualità di ognuno grazie al versatile repertorio di una delle compagnie più prestigiose del mondo.

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