Danza, ReF, il greco Papadopoulus in prima nazionale a Roma con Larsen C

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Si intitola Larcen C, l’ultimo spettacolo di Christos Papadopoulos, coprodotto dal Romaeuropa e presentato in prima nazionale dal 16 al 18 novembre all’Auditorium Parco della Musica nell’ambito della settimana conclusiva della XXXVI edizione del festival. Se già con Elvedon (REf2016) e Opus (REf2018) il coreografo greco aveva presentato il suo universo minimalista, apparentemente geometrico e ingannevolmente semplice, basato su una ricerca intorno alle sfumature ritmiche del movimento e su una instancabile esplorazione della ripetizione come esperienza percettiva e di trasformazione, con Larcen C alza ulteriormente la posta in gioco.

Lo spettacolo si configura infatti come un’esplorazione degli stadi di transizione da un movimento all’altro, del passaggio dall’intuizione all’azione, dei differenti stati della percezione e dell’ingannevole punto di vista assunto da ogni spettatore. "Larcen C riguarda tutte quei microscopici cambiamenti che fanno parte della nostra vita e che percepiamo quasi inconsapevolmente", ha raccontato il coreografo. Non a caso il titolo dello spettacolo rimanda a una sezione delle più grandi piattaforme di ghiaccio in Antartide, dagli anni Novanta icona e simbolo dei repentini cambiamenti climatici.

"Enorme, concreta, immobile alla percezione dello sguardo umano questa immensa distesa di ghiaccio continua a muoversi continuamente e in maniera meravigliosa - ha spiegato ancora- Eppure la sua forza, la sua grandezza si contrappone alla fragilità e alla sua potenziale scomparsa per opera dell’uomo". Apparenza e inganno sono, del resto, i due cardini intorno ai quali si anima tutto il lavoro di Papadopoulos. Le sue coreografie sono materializzazioni di eventi incorporei come lo scorrere del tempo e il diffondersi del suono o metafore di processi naturali come l’erosione del suolo, lo sbiadimento della luce al tramonto, il fluire dell’acqua.

Ma come la leggera differenza di un ritmo, l’alterazione di un movimento corporeo, il cambio del suono o della luce in un set può radicalmente ribaltare la percezione di ciò che vediamo? Come differenti stimoli possono alterare la nostra percezione? E cosa è allora la realtà? Con Larsen C Christos Papadopoulos mostra come ogni punto di vista sia, in fondo, nient’altro che un 'gioco mentale'.

Christos Papadopoulos è nato in Grecia nel 1976, ha studiato Danza e Coreografia alla 'School for New Dance Development' di Amsterdam, Teatro all’Accademia d’Arte drammatica Nazionale greca e Scienze Politiche all’Università Panteion di Atene. Ha collaborato, in qualità di ballerino, con Noema Dance Company (Germania), Wego Company (Danimarca), Dimitris Papaioannou, Ria Higler, Robert Stein. Mentre, come coreografo, ha lavorato con Thomas Moschopoulos, Vasilis Nikolaidis, Saskia van de Heur, Maike van de Drift. Ha partecipato alla realizzazione delle coreografie delle cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi Olimpici di Atene nel 2004.

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