I dati incrociati di Coronavirus e anticorpi contro Hvc

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In alcune zone della Lombardia il professore Massimo Galli ha avviato una indagine che utilizza i dati relativi al Covid-19 per ricercare in coloro che si sottopongono ai test sierologici gli anticorpi dell’Epatite C. In molti, in tal modo, scoprono di avere contratto l’infezione senza saperlo. I risultati saranno. presentati anche in occasione del Global Health, il Festival della Salute Globale.

Galli: “Opportunità utile”

L’attività di screening promossa dall’Università di Milano ha avuto inizio nelle zone lombarde più colpite dal Covid-19: da Castiglione D’Adda a Sordio. Adesso si attende di portare a termine la valutazione dei dati registrati a San Pellegrino Terme.

“Queste rilevazioni ci stanno dando informazioni preziose, per quanto il campione sia geograficamente e numericamente circoscritto, e ci permettono di aiutare persone che non avevano mai avuto modo di conoscere il proprio stato”, ha spiegato Massimo Galli, che sta guidando l’indagine

Abbiamo pensato di utilizzare la rilevazione sierologica di massa per l’infezione da Sars-Cov-2 anche per la ricerca degli anticorpi dell’Epatite C – spiega – Non si tratta di studi che possano sostituire la più completa campionatura auspicabile per uno studio nazionale. Ritengo però che ne possano venire informazioni importanti. Per Sordio, comune nella provincia di Lodi, a rilevazione terminata abbiamo dati grezzi che descrivono nelle persone sopra i 40 anni d’età una prevalenza di anticorpi anti Hcv del 2%. La metà dei positivi non era consapevole del proprio stato”.

I dati di San Pellegrino Terme saranno pronti nei prossimi giorni, ma già varie persone risultate positive al test non erano consapevoli di avere gli anticorpi contro l’Hcv. “Per quanto il campione sia geograficamente e numericamente circoscritto, questo studio ci permette di saperne di più e di aiutare persone che non avevano mai avuto modo di indagare il proprio stato”.