Dattoli: “Dateci fiducia. Solo noi (giovani) possiamo costruire il futuro"

“È il tempo delle responsabilità: è ora che ci vengano date e che ce le assumiamo”. Non usa mezze misure Davide Dattoli, classe 1990, bresciano, unico italiano inserito nel 2019 nella lista di Forbes dei 30 under 30 più influenti nel settore della tecnologia, che in un'intervista a la Repubblica giudica così il discorso di fine anno del Presidente Sergio Mattarella: “Bellissimo”, perché le sue parole “fotografano un periodo di crisi nel quale è giusto richiamare le responsabilità di tutti ma che offre opportunità di crescita”. Dunque, “un messaggio positivo rivolto a una generazione”, quella di chi ha 25-30 anni, che in Italia conta su oltre 6 milioni di persone “che fino a oggi hanno studiato per formarsi e ora hanno il compito di costruire il paese del futuro”.

Dattoli sostiene anche che l'economia “oggi richiede ritmi di aggiornamento molto veloci, solo chi non ha il pensiero del passato può affrontare la sfida” e pertanto “serve un patto tra generazioni, chi ha più esperienza e tradizione deve essere pronto a sostenere i giovani” come ha fatto il capo dello Stato con il suo discorso di fine d'anno. Poi aggiunge: “Le istituzioni sono la rappresentazione della società, da noi è difficile che una persona sotto i 40 anni possa essere alla guida di un'azienda o avere incarichi di responsabilità. Dovremmo prendere esempio dagli Stati Uniti, dove l'età non è un fattore determinante, che tu abbia 25 o 75 anni”.

Lui, infatti, guida la Talent Garden, la più grande rete europea di coworking, società di cui Dattoli è fondatore e Ceo, un'impresa nata nel 2015 con un finanziamento di 30 mila euro, che oggi conta 200 dipendenti e 22 sedi in 8 paesi europei, con un fatturato di oltre 20 milioni di euro e l'obiettivo di quotarsi in Borsa entro il 2023. Secondo il giovane imprenditore “l'Italia è un paese rivolto al passato, nel quale conta la tradizione: non dico sia sbagliato – precisa – , ma andava bene fino a ieri, oggi purtroppo bisogna guardare avanti”.

Così racconta la sua esperienza: “Io mi sono affacciato nel mercato del lavoro nel 2008, l'anno della grande crisi economica mondiale. Eppure è stato anche un anno di opportunità, se pensiamo che nel 2008 è arrivato l'iPhone, è nato Facebook: due esempi di innovazione che hanno cambiato le nostre vite, la dimostrazione che stiamo vivendo un momento storico bellissimo” dice augurando all'Italia “di capire cosa vuole essere e dove vuole arrivare, abbandonando la visione di corto respiro, semestrale a cui purtroppo siamo abituati”. Perché, conclude Dattoli, “il traguardo deve essere il decennio, uno sviluppo che decida se si deve puntare sui servizi, sulla manifattura, sul turismo”.

Un piano strategico, dunque, “che chiama in causa le responsabilità della politica”, chiosa.