David Nabarro critico con i governi europei: "Non hanno creato reti sufficienti dopo l'estate"

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vaccino Pfizer dosi Italia
vaccino Pfizer dosi Italia

L’inviato speciale dell’Organizzazione mondiale della sanità David Nabarro ha messo in guardia l’Europa sui rischi di una seconda ondata da Covid 19. Per evitarla non basterebbe infatti l’arrivo del vaccino – atteso per fine gennaio 2020. L’Europa dovrebbe attrezzarsi in modo corretto per evitare questa eventualità. Nabarro, in un’intervista ai giornali svizzeri, imputa ai governi europei di non aver realizzato le “infrastrutture necessarie durante l’estate, dopo aver riportato sotto controllo la prima ondata”. Dunque, se non lo faranno adesso, “avremo una terza ondata all’inizio del prossimo anno”.

Covid, rischio terza ondata

Nabarro ha sottolineato che in Asia le “persone sono pienamente coinvolte. Assumono comportamenti che rendono difficile la circolazione del virus. Mantengono le distanze, indossano mascherine, si isolano quando sono malate, proteggono i gruppi più a rischio”.

Per allentare le restrizioni, secondo l’inviato Oms, “bisogna attendere fino a quando i numeri non saranno bassi e si manterranno bassi”. Invece in Europa si sono allentate le maglie dopo l’estate, ed ora i contagi sono di nuovo in aumento. La risposta dell’Europa è stata “incompleta”, ha rilevato Nabarro.

Covid vaccino

I risultati finali della terza fase della sperimentazione del vaccino Pfizer mostrano un’efficacia del 95%. Si è detto soddisfatto della notizia il commissario per l’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, che ospite a Porta a Porta ha parlato di “prime dosi vaccino in arrivo a fine gennaio”.

Nel documento inviato ai governatori di Regione, Arcuri ha scritto: “Appare prioritario salvaguardare quei luoghi che nel corso della pandemia hanno rappresentato il principale canale di contagio e diffusione del virus”. Così il vaccino anti-Covid seguirà un piano di distribuzione: prima ospedali e Rsa, poi sarà esteso su larga scala in ordine di fragilità. Le persone più deboli o più esposte a rischi, naturalmente, avranno la priorità.