A Davos il World economic forum 2023. Occhi puntati su Ucraina e rischio recessione

"Cooperazione in un mondo frammentato". Con questo tema prende il via a Davos in Svizzera il World economic forum a un anno di distanza dall'invasione russa dell'Ucraina e tra i timori di una recessione.

Secondo Børge Brende, presidente del WEF ma come questa volta “La posta in gioco è così alta. Dobbiamo trovare soluzioni alle guerre e ai conflitti. Dobbiamo anche assicurarci di non entrare in una profonda crisi economica tale da avere poi dieci anni di crescita zero e bassissima come negli anni '70".

La Casa ucraina sarà presente per la quinta volta a Davos con un focus sulla necessità di avere armi per combattere. Svitlana Grytsenko, uno dei membri del comitato organizzatore ha sottolineato che l’importanza per Kiev di avere armi adeguate. “Sono una priorità, perché il paese non possiede armamenti e missili o altre attrezzatture militari che invece altri paesi hanno.”

Dalla guerra alla finanza. Un rapporto dell'Ong Oxfam chiede un aumento del 75% delle tasse per i milionari e le fasce di reddito più alte per ridurre la crescente disuguaglianza e mitigare gli effetti di una "policrisi" derivante dall'aumento dell'inflazione, dall'impatto della pandemia e da eventi quali siccità, cicloni e inondazioni.

Secondo Gabriela Bucher, Direttrice esecutiva, "L'1% ha preso i due terzi di tutta la nuova ricchezza dal 2020. Quindi è il doppio, di quello che il 99% dell'umanità aveva in termini di nuova ricchezza durante quel periodo". Una persona su dieci in tutto il mondo soffre la fame ogni giorno a causa del costo della vita. Chi soffre e chi guadagna. Sempre secondo Oxfam 95 aziende energetiche e alimentari hanno raddoppiato i loro profitti nel 2022.

Chi ci sarà al Forum di Davos

L’ultima edizione invernale in presenza era stata a gennaio 2020, poco prima dell’inizio della pandemia. Attesi oltre 2.700 i leader, fra cui - forse - il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, 57 i ministri delle Finanze e 17 i banchieri centrali. Tra i leader del G7 presente solo il cancelliere tedesco Olaf Sholzt. L'Italia invia il ministro dell'Istruzione Valditara ma il programma potrebbe cambiare all’ultimo

Presente una rappresentanza forte di capi di stato e governo europei: dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen al vice Valdis Dombrovskis, dalla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola fino ai commissari Gentiloni (Affari economici), Hahn (Bilancio), Simson (Energia) e alla numero uno della Bce Christine Lagarde, che parlerà venerdì 20 a un panel con la presidente del Fmi, Kristalina Georgieva. Grandi assenti Joe Biden, Emmanuel Macron e Xi Jinping.