Davvero un bicchiere di vino aiuta a difendersi dal coronavirus?

Manuela D'Alessandro

Davvero un bicchiere di vino può aiutare a combattere il coronavirus? Assoenologi, l'associazione di categoria più rappresentativa dei tecnici vinicoli italiani, ha scritto in una nota per la stampa firmata dal suo presidente Riccardo Cotarella, che "un consumo moderato di vino, legato al bere responsabile, può contribuire a una migliore igiene del cavo orale e della faringe, area, quest'ultima, dove si annidano i virus nel corso delle infezioni". Un po' di alcol che passa in gola, sembrerebbe di capire, disinfetta, secondo i tecnici del vino.

L'affermazione viene però seccamente smentita dagli esperti. "Non scherziamo, non c'è nessuna prova scientifica di questa affermazione, che è da stigmatizzare", - commenta all'AGI Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell'Istituto ortopedico Galeazzi e ricercatore di Igiene generale ed applicata all'Università degli Studi di Milano. "È un'affermazione da condannare assolutamente: non si può pensare una cosa del genere. Per la disinfezione ci vuole ben altro".


"Vergognoso che siano divulgate queste affermazioni in questo momento, magari per vendere di più", rincara Riccardo Gatti, medico e direttore del Sert dell'ospedale Santi Paolo e Carlo di Milano: "Sarebbe come dire che chi è ubriaco è sempre sano e non prende infezioni. Non mi sembra proprio il caso di aumentare la confusione spingendo le persone a consumi inutili e, comunque, non positivi per la salute, proprio in un momento in cui è necessario fare di tutto per conservarla".

Non apporterebbe nessun beneficio nella prevenzione contro il Covid-19 nemmeno bere acqua, come per giorni si è letto suo social network. Una bufala che persino il News York Times ha pensato bene di smentire.