Dazi, Fiorini (Fi): governo reagisca e tuteli made in Italy

Pol-Afe

Roma, 2 ott. (askanews) - "La guerra dei dazi tra Ue e Stati Uniti sta arrivando ad un punto di non ritorno. Il Governo deve adottare urgentissimi provvedimenti, anche di natura diplomatica, sia per riaffermare l'estraneità dell'Italia alla concessione degli incentivi illegali al consorzio Airbus, sia per contrastare i prodotti 'italian sounding' dilaganti negli Stati Uniti. Bisogna reagire e tutelare il made in Italy". Lo afferma la deputata di Forza Italia Benedetta Fiorini.

"E' ormai prossimo - continua Fiorini - il pronunciamento della Wto sull'entità dei dazi che gli Usa potranno applicare alla Ue quale ritorsione per gli incentivi illegali, pari a 11,2 miliardi di dollari, che Gran Bretagna, Francia, Germania e Spagna hanno concesso al Consorzio aeronautico Airbus. Washington ha già compilato una lista del valore di 25 miliardi di dollari di beni che potrebbero essere colpiti con dazi ad aliquote differenziate, in cui ci sono, tra l'altro, i prodotti lattiero caseari italiani, dai formaggi freschi come mozzarella e ricotta, al Parmigiano Reggiano, Grana Padano e Provolone. C'è il caffè, prodotto sul quale l'Italia ha un posizionamento di mercato di primo piano. Ci sono le carni e i prodotti a base di suino, quali i prosciutti cotti, crudi e gli altri insaccati. Al momento l'export dell'agroalimentare italiano negli Usa, cresciuto dell'8,9% nei primi otto mesi del 2019, è in piena espansione, ma con i dazi sarebbe fra i più danneggiati. Il nostro export si trova al centro di una guerra commerciale rispetto alla quale è totalmente estraneo. Particolarmente grave è la situazione per i produttori del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano minacciati da dazi fino al 100% del valore, che li farebbero diventare, per l'alto costo, prodotti di nicchia, aprendo così la strada al dilagare dei formaggi 'italian sounding'. È necessario innalzare il livello di pressione, è necessario dare piena voce alle legittime rimostranze del comparto agroalimentare nazionale, che oggi vale 205 miliardi di euro, il 12% del Pil, e ha esportato, nel 2018, per 41,8 miliardi. Anche perché - conclude Fiorini - questo settore già paga uno scotto dei dazi fra Russia e Ue e non possiamo permetterci ulteriori penalizzazioni ai danni del nostro made in Italy".