Dazi, Mattarella: "A rischio sviluppo economia mondiale"

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"La fase di incertezza negli scambi internazionali, unita all’attivazione di misure protezionistiche che innescano, a loro volta, atteggiamenti di ritorsione, rischiano di compromettere lo sviluppo dell’economia mondiale". Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato in occasione del Forum di Conftrasporto a Cernobbio. 

Il capo dello Stato torna sui dazi anche in occasione della cerimonia al Quirinale per il conferimento delle insegne ai nuovi Cavalieri del lavoro. "L’attuale congiuntura internazionale, segnata da una bassa crescita e da un rallentamento del commercio mondiale, è appesantita da misure protezionistiche fuori luogo" dice Mattarella. Nel suo discorso il presidente della Repubblica sottolinea anche che "la nostra economia, e l’insieme della nostra società, hanno bisogno vitale che gli investimenti, pubblici e privati, ripartano con immediatezza". 

Per il capo dello Stato è "necessaria" un’"alleanza tra le generazioni. Nessuna comunità può progredire se si spezza la catena della fiducia, della trasmissione dell’esperienza, della speranza di pensare e realizzare, insieme, un futuro migliore". E "nessuna società può ben preparare il proprio domani se i giovani incontrano ostacoli nel loro percorso di crescita, o se la struttura sociale li emargina, non crea opportunità e occasioni di assunzione di responsabilità, mettendoli, talvolta, di fronte a scelte di migrazione forzata per assicurarsi un futuro".  

"Va perseguito un consapevole patto tra le generazioni per far crescere l’Italia", evitando, scandisce, "artificiose contrapposizioni giovani-anziani" e di "porre in concorrenza le generazioni per quanto attiene alla distribuzione delle risorse pubbliche: è un terreno insidioso che pone in discussione la stessa coesione sociale". "La prima preoccupazione di ogni famiglia - ricorda Mattarella - è l’avvenire di figli e nipoti: ciascuna società sana è, anzitutto, preoccupata del loro avvenire. Una frattura che penalizzasse i giovani - nel lavoro, nel reddito, nella possibilità di costruirsi un futuro - sarebbe certamente tra le più dannose per la comunità".