Dazi, "per Italia impatto minore di quanto ci aspettassimo"

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L'impatto dei dazi che gli Stati Uniti dovessero eventualmente decidere di imporre sui prodotti italiani - forti della decisione del Wto, che consente a Washington di rivalersi sugli europei per una cifra quantificata in 7,5 miliardi di dollari per gli aiuti ad Airbus - "potrebbe essere molto meno negativo di quanto ci aspettassimo". Lo dicono all'Adnkronos fonti diplomatiche, all'indomani della pubblicazione da parte di Bruxelles di una lista del tutto provvisoria dei prodotti che verrebbero colpiti dalle misure americane. 

"I dazi certamente non sono positivi, ma l'impatto sui nostri prodotti è meno negativo di quanto temessimo - sottolineano le fonti - Il vino italiano è stato escluso, i dazi sui formaggi, pecorino, parmigiano, provolone e prosciutto dovrebbero essere del 25%. Nel complesso, dovrebbe essere colpito lo 0,9% del nostro export verso gli Stati Uniti sulla base dei dati relativi al 2018".  

Intanto, perché la pronuncia diventi operativa, bisognerà attendere il prossimo 14 ottobre, con l'adozione da parte del Dispute Settlement Body del Wto. E anche allora non è detto che i dazi scattino automaticamente: l'Ue vuole continuare a negoziare con gli Stati Uniti, anche in attesa di una sentenza dell'organizzazione con sede a Ginevra sulla Boeing, prevista per marzo, speculare a quella su Airbus, che potrebbe riconoscere all'Europa compensazioni per circa 5 miliardi di dollari per gli aiuti americani al colosso aeronautico.