Dazi, tensione Usa-Ue. E l'Italia rischia di pagare 1 miliardo

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Via libera ai dazi americani, sale la tensione tra Stati Uniti e Unione Europea. E l'Italia rischia di pagare un conto da un miliardo. A modificare il quadro è l'annuncio dell'l'Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto), che dà il semaforo verde a Washington: gli Usa potranno imporre dazi annui per 7,5 miliardi di dollari sulle importazioni provenienti dall'Ue. Lo step chiude la controversia aperta dai sussidi europei - giudicati illegali - al costruttore aereo Airbus. E arriva la contromisura più 'pesante' mai imposta dall'organizzazione in una querelle commerciale. 

Ora Washington - che ha chiesto al Wto un risarcimento pari a 11,2 miliardi di dollari e ha contestato la legittimità degli aiuti pubblici concessi da Bruxelles - potrebbe colpire una serie di prodotti tecnologici (aerei e componentistica realizzati nei quattro Paesi del consorzio Airbus: Regno Unito, Francia, Germania e Spagna) ma anche prodotti alimentari e beni di lusso. Un comparto questo che tocca anche esportazioni italiane, sebbene il nostro Paese non faccia parte del consorzio. "Era nell'aria che ci fosse questo esito dell'arbitrato presso il Wto. A questo punto il problema è molto serio", dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, aggiungendo che quello dei dazi "è stato uno dei temi toccati" con il Segretario di Stato americano Pompeo a Palazzo Chigi. 

"L'Italia si rende conto che c'è una tensione commerciale a livello globale. Sicuramente la prospettiva di questo confronto sui dazi tra Ue e States non può non considerare - rimarca il premier - che noi siamo coinvolti come Unione europea, ma confidiamo di poter ricevere attenzione da parte di un tradizionale alleato, gli Stati Uniti, su alcune nostre produzioni che sono davvero strategiche nell'ambito del commercio internazionale". E' la Coldiretti a delineare un quadro a tinte decisamente fosche: l’Italia rischia di pagare un conto di oltre un miliardo perché la decisione del Wto potrebbe colpire per circa la metà dell’importo il cibo ma anche la moda, i materiali da costruzione, i metalli, le moto e la cosmetica se gli Stati Uniti decideranno di mantenere le stesse priorità della black list indicata dal Dipartimento del Commercio statunitense (Ustr) e pubblicata nel Registro Federale. 

Se saranno mantenute le stesse priorità l’Italia – precisa la Coldiretti – potrebbe essere dopo la Francia il paese più colpito e a pagare il conto più salato rischia di essere proprio l’agroalimentare con vini, formaggi, salumi, pasta, olio extravergine di oliva, agrumi, olive, uva, marmellate, succhi di frutta, pesche e pere in scatola, acqua, superalcolici e caffè. 

In pericolo – continua la Coldiretti – sono soprattutto i formaggi per le pressioni della lobby dell’industria casearia Usa (CCFN) che ha addirittura scritto al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump per chiedere di imporre dazi alle importazioni di formaggi europei al fine di favorire l’industria del falso Made in Italy che ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi 30 anni dal Wisconsin alla California fino allo Stato di New York. 

Alla mossa degli Usa, comunque, l'Unione europea - che a sua volta contesta i sussidi a Boeing - dovrebbe rispondere con propri dazi, anche se il Wto non ha ancora definito l'ammontare della eventuale compensazione. Bruxelles rimane "pronta a trovare un accordo equo". "Ma se gli Usa decideranno di imporre contromisure autorizzate dalla Wto", ciò "spingerà l'Ue in una situazione nella quale non avremo altra scelta che fare la stessa cosa" dice la commissaria europea al Commercio, Cecilia Malmstroem.