Dbrs conferma il rating Italia 'BBB', il trend resta negativo

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AGI - L'agenzia Dbrs ha confermato il rating del debito pubblico italiano a BBB (high). Il trend resta negativo.

"La pandemia di Coronavirus - si legge nelle considerazioni dell'agenzia di rating - continua a pesare sulle finanze pubbliche italiane e sulle prospettive di crescita. In questa fase, ci sono ancora poche prove di significative 'cicatrici economiche' che minerebbero la già fragile crescita dell'Italia e, a sua volta, la sua sostenibilità del debito nei prossimi anni. Tuttavia, a fronte di una notevole incertezza sulla ripresa economica, il trend resta negativo". 

"L'incertezza politica rimane tradizionalmente una preoccupazione in Italia e pesa sui rating", si legge nelle considerazioni. Secondo l'agenzia, "il nuovo governo di Mario Draghi offre una benvenuta stabilità per gestire la crisi sanitaria, accelerare il lancio delle campagne vaccinali, collocare l'Italia su un percorso di ripresa e avviare importanti riforme". 

La durata del governo di Draghi, tuttavia, sottolinea, "potrebbe essere limitata, ma potrebbe avere una finestra temporale per avviare quelle misure che potrebbero rafforzare la ripresa dell'Italia, comprese importanti riforme volte a rilanciare il potenziale Pil del paese. Tuttavia, lo sforzo di riforma dovrà continuare ben oltre questo governo". 

Il nuovo esecutivo, "dovrebbe governare almeno fino all'elezione del Presidente della Repubblica, che si terrà all'inizio del 2022, e l'elezione di Draghi a Presidente è una possibilità", osserva ancora l'agenzia di rating. 

Dbrs osserva poi che "il sistema bancario italiano è in una posizione migliore rispetto al passato, ma è previsto un aumento degli Npl, sebbene graduale". 

Le banche italiane, prosegue nell'analisi, "sono più forti che in passato poiché sia ​​la qualità del credito che la capitalizzazione sono migliorate, ma con il peggioramento delle conseguenze economiche della pandemia la qualità degli attivi si deteriorerà. L'aumento degli NPLpl, tuttavia, dovrebbe essere gestibile e inferiore al picco raggiunto dopo la crisi precedente qualora la crescita economica si riprendesse rapidamente. 

Importanti riforme bancarie passate hanno anche portato allo sviluppo di un mercato secondario che dovrebbe facilitare lo smaltimento degli Npl nei prossimi anni".