Ddl Pillon, la ministra Bonetti lo archivia: “Resterà nel cassetto”

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Sul contestato Ddl Pillon (che si proponeva di regolare l’affido condiviso nei casi di separazione) è arrivato anche il parere del nuovo esecutivo in carica, nella persona delle ministra per le Pari Opportunità e per la Famiglia Elena Bonetti. Riprendendo uno stralcio di una sua intervista rilasciata a Radio 24, la ministra Bonetti ha infatti scritto su Twitter di voler lasciare il disegno di legge Pillon in un cassetto, di fatto archiviandolo e sottraendolo a qualsiasi futuro dibattito parlamentare.

Ddl Pillon, parla la ministra Bonetti

In un tweet pubblicato nella mattinata del 16 settembre, la ministra ha così commentato il disegno di legge: “Se mi hanno lasciato nel cassetto una copia del ddl Pillon? Non mi sono informata, ma per quanto mi riguarda resterà nel cassetto”.

Dichiarazioni alle quali sono seguite le spiegazioni della stessa ministra interpellata qualche ora dopo dall’Ansa, alla quale ha risposto: “Nessun diritto alla genitorialità o bigenitorialità può essere anteposto al supremo interesse dei minori in linea con quanto stabilito nell’evoluzione del diritto di famiglia in Italia e nelle principali convenzioni internazionali. Auspico che queste tematiche non diventino terreno di battaglia ideologica. La necessità di trovare risposte più efficaci alle problematiche legate all’affido esiste. Ciò che è archiviata è una risposta inadeguata e dannosa come quella prevista dal ddl Pillon“.

Il commento del capogruppo Pd Marcucci

Alle parole della ministra è seguito il commento favorevole del capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci, che afferma: “Plaudo all’iniziativa della ministra Bonetti. Il governo ha bisogno di fatti concreti per marcare una svolta rispetto al passato. Archiviare per sempre il famigerato decreto Pillon vuol dire chiudere con una pericolosa concezione della famiglia e con un’idea medioevale delle donne. È una buona partenza”.

La risposta del senatore Pillon

Non si è fatta attendere la risposta del senatore leghista Simone Pillon, padre dell’omonimo disegno di legge: “Come ampiamente prevedibile, il Pd vuole imporre l’agenda al Movimento 5 Stelle tentando di bloccare la riforma dell’affido condiviso, senza neppure leggere il lavoro fatto in questi mesi sul testo unificato. Evidentemente secondo il ministro Bonetti i figli delle famiglie separate sono bambini di serie B, condannati a perdere uno dei genitori, specialmente il padre. Pur di vendicarsi della Lega, dalle parti del Pd son disposti a calpestare i diritti dei più piccoli”.

Nel concludere la sua dichiarazione, Pillon lancia infine un appello ai parlamentari del M5s: “Mi auguro che i parlamentari 5stelle, specialmente quelli che hanno condiviso il senso della riforma e hanno lavorato sodo con noi per migliorarne il testo, non accettino ordini da chi li ha insultati fino a ieri. In ogni caso noi non molleremo mai, finché non sarà riconosciuto il diritto di tutti i bambini a stare con mamma e papà”.