Ddl Zan, aula Senato blocca esame con 154 sì

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Visione dell'aula del Senato a Palazzo Madama

di Angelo Amante

ROMA (Reuters) - L'aula del Senato ha approvato la richiesta di Lega e Fratelli d'Italia di bloccare l'esame in aula del disegno di legge contro l'omotransfobia, ponendo di fatto fine all'iter di approvazione del testo che prende il nome dal deputato PD Alessandro Zan.

I favorevoli allo stop alla legge sono stati 154, i contrari 131 mentre 2 senatori si sono astenuti, in una votazione a scrutinio segreto.

La legge, già approvata alla Camera, non potrà essere oggetto di discussione per i prossimi sei mesi e l'obiettivo di mandarla in porto prima della scadenza della legislatura - a inizio 2023 - appare proibitivo.

"Tra 6 mesi non lo riprenderà nessuno, non è realistico immaginarlo", ha detto a Reuters il senatore del Partito Democratico Dario Parrini.

Il disegno di legge avrebbe, tra le altre cose, inasprito le pene per le discriminazioni nei confronti di gay, trans e lesbiche. Nel testo figurava inoltre una definizione di identità di genere pesantemente criticata dagli oppositori.

Il voto favorevole è stato accolto tra gli applausi dai partiti di destra, critici rispetto al presunto contenuto ideologico della proposta che secondo loro avrebbe impedito di dibattere sulle tematiche Lgbt senza incorrere in violazioni.

Anche il Vaticano si era opposto fortemente all'attuale formulazione della legge, dicendo che avrebbe messo a rischio la libertà della Chiesa in Italia e in giugno aveva indirizzato una protesta formale al governo.

La Santa Sede temeva che la legge potesse portare alla criminalizzazione della Chiesa per il rifiuto di celebrare matrimoni gay, per l'opposizione all'adozione da parte di coppie omosessuali, o per il rifiuto di insegnare la teoria del gender nelle scuole cattoliche.

I proponenti hanno sempre respinto tali critiche, sottolineando che la legge avrebbe punito solamente i reati di odio senza limitare le libere opinioni.

Il voto di oggi ha provocato scompiglio tra le fila del centrosinistra, incluso il Movimento 5 Stelle, al quale sarebbero mancati oltre 10 voti rispetto ai calcoli fatti alla vigilia, che avrebbero consentito di procedere all'esame degli articoli.

"Chi per mesi, dopo l'approvazione alla Camera, ha seguito le sirene sovraniste che volevano affossare il Ddl Zan è il responsabile del voto di oggi al Senato. È stato tradito un patto politico che voleva far fare al Paese un passo di civiltà. Le responsabilità sono chiare", ha scritto Zan su Twitter.

(In redazione a Milano Sabina Suzzi)

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