Ddl Zan calendarizzato in Senato, discussione fissata per il 13 luglio

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DDl zan
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Il ddl Zan, dopo sette mesi vissuti all’insegna dell’ostruzionismo e dei rinvii, verrà votato in Senato a partire dal prossimo 13 luglio: la notizia ha generato reazioni contrastanti tra gli esponenti del mondo politico italiano.

Ddl Zan al Senato il 13 luglio, la calendarizzazione

Il disegno di legge contro l’omotransfobia, noto come DDL Zan, verrà discusso in Senato a partire dalle ore 16:30 del prossimo martedì 13 luglio: il provvedimento è già stato approvato alla Camera nella giornata del 4 novembre 2020.

A proposito della data relativa all’inizio delle votazioni, forze politiche del centrodestra come Lega e Forza Italia aveva chiesto che la discussione a Palazzo Madama venisse posticipata al 20 luglio ma la richiesta è stata respinta.

La posizione del centrodestra – sconfitta dalla maggioranza espressa da PD, LeU, Movimento 5 Stelle e Italia Viva – era stata sostenuta anche attraverso un insolito intervento della presidente Casellati che, poco prima del voto che avrebbe portato alla conferma della data del 13 luglio, ha dichiarato: “Invito alla riflessione perché non si dica che in questa aula rinunciamo al dialogo per la differenza di una settimana”.

La medesima sventura sorte toccata al rinvio proposto da Lega e Forza Italia, poi, è stata condivisa anche da Fratelli d’Italia che aveva chiesto all’assemblea di cancellare il DDL Zan dal calendario e sostituirlo con un dibattito inerente alla commissione d’inchiesta sui rifiuti.

Ddl Zan al Senato il 13 luglio, i voti contrari del centrodestra

La calendarizzazione al 13 luglio del ddl Zan, come riportato dal capogruppo al Senato Davide Faraone, è stata votata anche da Italia Viva nonostante le numerose riserve che il partito guidato da Matteo Renzi ha frequentemente esibito nel corso degli ultimi giorni.

A favore della calendarizzazione del provvedimento, inoltre, si è espressa anche Julia Unterberger, capogruppo autonomista.

Il centrodestra, invece, si è unito in un fronte compatto per ostacolare l’introduzione in calendario della discussione del disegno di legge contro l’omotransfobia a prima firma del deputato Alessandro Zan.

In prossimità della votazione, infatti, la capogruppo in Senato di Forza Italia, Annamaria Bernini, aveva dichiarato: “All’interno di Forza Italia esistono sensibilità diverse rispetto a questo testo, e per questo abbiamo chiesto che non venisse catapultato dalla Commissione – dove siamo in fase di audizioni – all’Aula nel giro di una settimana. In questo modo si costringe l’Aula a votare il testo senza poter presentare emendamenti”.

Ddl Zan al Senato il 13 luglio, Letta: “I voti ci sono, andiamo avanti e approviamolo”

Fissata la data per la discussione del ddl Zan, tuttavia, la sfida più grande per i promotori del provvedimento consiste attualmente nel raccogliere tutti i voti indispensabili per procedere con l’approvazione definitiva del testo. Esclusi i 17 senatori di Italia viva che hanno manifestato posizioni confuse e incerte, ai 135 voti contrari del centrodestra si oppongono circa 141 voti favorevoli.

In relazione alla ormai imminente votazione del ddl Zan, quindi, si è espresso l’attuale segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, che ha pubblicato sul suo account Twitter ufficiale il seguente messaggio: “Calendarizzato il #DdlZan. Quindi vuol dire che #iVotiCiSono. Allora, in trasparenza e assumendosi ognuno le sue responsabilità, andiamo avanti e approviamolo”.

Il tweet di Letta, poi, è stato accompagnato anche da un post del deputato Alessandro Zan che ha scritto: “Ciascuno si dovrà assumere la responsabilità di dare al Paese una legge contro i crimini d’odio che l’Italia attende da quasi 30 anni. I voti per approvarla, come conferma l’approvazione del calendario, ci sono”.

Ddl Zan al Senato il 13 luglio, l’attacco di Matteo Salvini a Enrico Letta

Sulla calendarizzazione del ddl Zan è intervenuto anche il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha criticato la determinazione di Letta nel votare il disegno di legge, asserendo: “Letta insiste. Si andrà in Parlamento. Se la legge sarà affossata il nome di chi ha impedito che si arrivasse all’unità è Letta. Gli è stata proposta mille volte, anche dai renziani, una mediazione. Noi continueremo ad insistere sul dialogo”.

La calendarizzazione del ddl Zan, ancora, è stata bocciata anche da Andrea Ostellari, esponente della Lega e presidente della Commissione Giustizia in Senato, che ha spiegato: “Il fatto che Pd, M5s e Leu abbiano deciso di andare in Aula, toglie ogni ipotesi di lavoro. Si assumeranno le loro responsabilità. Noi eravamo per il dialogo, qualcuno ha detto di no”.

Ddl Zan al Senato il 13 luglio, il presidio organizzato dall’associazione Gaynet

Intanto, in vista della discussione della legge in Senato prevista per il 13 luglio, l’associazione Gaynet ha deciso di organizzare nella medesima data un presidio dinanzi palazzo Madama.

A questo proposito, si è espresso il candidato sindaco di Roma per il Partito Gay, Fabrizio Marrazzo, che ha precisato: “Le modifiche al testo di legge che servono sono l’eliminazione dell’articolo 4, che consente di chiamare le persone Lgbt+ malate e inferiori e la parte dell’articolo 7 sulla scuola, perché di fatto rende impossibile la formazione contro l’omotransbifobia nelle scuole. A chi viene discriminato ed offeso ogni giorno non servono i voti di Salvini e Meloni, ma solo essere tutelato, perché il seme dell’omofobia parte dalla discriminazione quotidiana e le aggressioni sono solo la punta dell’iceberg”.

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