Ddl Zan, centrodestra incassa 'rivincita'. Fdi: "C'è nuova maggioranza"

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Il voto segreto è stato l'elefante che entra nella cristalleria. A raccogliere i vetri sono le forze del centrosinistra, che hanno ricevuto uno schiaffo sonoro alla conta in Senato sul ddl Zan, ormai affossato dalla tagliola piazzata da Lega e Fdi. "Non mi aspettavo questi numeri", ammette la senatrice dem Monica Cirinnà, tra le più provate al termine del voto in Aula. Dall'altra parte della barricata, la giornata del requiem per il ddl contro l'omofobia, riporta serenità nel centrodestra. Che dopo il ko elettorale, si prende una rivincita nell'Aula di Palazzo Madama.

Matteo Salvini non perde occasione per sfidare Enrico Letta: "E' stata sconfitta la sua arroganza". Aggiungendo poi la frecciata velenosa sui franchi tiratori ("i numeri dicono che gli mancano anche i voti dei suoi"). L'altra leader del centrodestra, Giorgia Meloni, ha gioco ancora più facile, avendo sempre detto no al ddl Zan (anche a eventuali aggiustamenti): "Cala il sipario sul ddl Zan", dice: "Siamo stati l'unico gruppo interamente presente e unito nel voto". A spiegare il dato politico ci pensa il suo braccio destro, Ignazio La Russa. "C'è una nuova maggioranza in Parlamento - avverte - . C'è una maggioranza qui come nel Paese, è non è di sinistra".

Da Fi interviene la vicepresidente del gruppo al Senato e responsabile per i rapporti con gli alleati, Licia Rozulli: "L'ostinazione, la prepotenza e l'arroganza della sinistra hanno vanificato tutti i nostri sforzi. Chi ha portato a questa debacle ci metta la faccia", dice. Allargano il quadro politico, partendo dal ddl Zan, anche i due principali leader del centrosinistra. Giuseppe Conte e Enrico Letta guardano avanti, non nascondendosi come la battuta di arresto abbia un significato che rischia di andare oltre al singolo caso, con il voto segreto che arride agli avversari del centrodestra.

Conte prova a rincuorare il movimento, parlando di "marcia dei diritti che andrà avanti". "E' solo una battuta di arresto", ha spiegato ai senatori raggiunti a palazzo Madama: "Il paese è più avanti della politica". Stesse parole da Letta, che su Twitter scrive: "Hanno voluto fermare il futuro e riportare l'Italia indietro", ammettendo che "sì, oggi hanno vinto loro e i loro inguacchi, al Senato. Ma il Paese è da un'altra parte. E presto si vedrà", dice, raccogliendo la sfida di Matteo Salvini.

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