Ddl Zan, figlio Andreotti: "Nota Vaticano pure su divorzio, lo scrive papà nei diari"

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Non è la prima volta che il Vaticano fa sentire la sua voce su un tema così delicato e 'divisivo' come quello trattato dal ddl Zan, ovvero la lotta all'omotransfobia. Il 'precedente' risale a più di 50 anni fa, quando a palazzo Chigi c'era il democristiano Mariano Rumor, al suo secondo mandato. Correva il dicembre del 1970 e ad accendere il dibattito politico era la legge sull'introduzione del divorzio, conosciuta come 'Fortuna-Baslini', dal nome dei due deputati, il socialista Loris Fortuna e il liberale Antonio Baslini, primi firmatari delle proposte di legge, che furono abbinate nel corso di un lungo iter di approvazione parlamentare dopo anni di conflitti e tensioni sociali. Il testo fu approvato definitivamente dalla Camera il primo dicembre, di martedì, al termine di una seduta fiume di 18 ore.

"Il 22 dicembre del '70 - rivela all'Adnkronos Stefano Andreotti, terzogenito dell'ex leader Dc, sette volte presidente del Consiglio - la Santa Sede emise una nota verbale in risposta a quella portata loro dall'allora ambasciatore italiano presso la Santa Sede, Gian Franco Pompei, che informava il Vaticano dell'approvazione della legge Fortuna-Baslini. In questa nota c'è scritto testualmente: 'Non è mai stata, né è evidentemente, intenzione della Santa Sede, di interferire illegittimamente in campo riservato alla sovranità dello Stato italiano'. Questa è una notazione -spiega il terzogenito dell'ex premier - che si trova nei diari di mio padre relativi agli anni '70, dal titolo 'I diari degli anni di piombo', di prossima pubblicazione per 'Solferino'".

"Si tratta - sottolinea - del racconto fatto dall'ambasciatore Pompei a mio padre nei primi giorni del '71 e anticipa quello che poi credo sia la sua linea: sulla questione del referendum, infatti, Andreotti cercò fino alla fine di evitare lo scontro frontale tra il Vaticano e lo Stato Italiano e le forze politiche tra loro''.

"L'idea del Vaticano - dice Stefano Andreotti all'Adnkronos - era quella di intraprendere tutta una serie di tentativi di mediazione, che potessero scongiurare la raccolta delle firme, che poi, invece, fu fatta per il noto referendum del '74". Referendum che si tenne il 12 maggio del '74 e si concluse con la vittoria dei 'no'. Chiamati ad esprimersi sull'abrogazione della legge sul divorzio introdotta 4 anni prima, infatti, gli italiani si dissero contrari con una maggioranza vicina al 60 per cento.

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