Ddl Zan, inizia il gioco del cerino sugli emendamenti

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NAPOLI, CAMPANIA, ITALY - 2021/07/03: Girls with make up and accessories with rainbow's color seen in the square.
After 25 years since the first event, Napoli Pride was organized in Piazza Dante, in the historical center, for promoting the rights of LGBTQI+ people, with the slogan 'Jesce Sole' (come out sun!). Among the organizers there are several institutions and associations for the LGBTQI+ communitys rights. Among the speakers on the stage there were:  Alessandro Zan, a member of the Democratic Party (Partito Democratico), who proposed the homonymous bill to protect discriminatory acts based on sex and gender; the mayor of Naples, Luigi De Magistris; singers Arisa and Paola Turci and writer and politician Vladimir Luxuria. Cola-Cola, Burger King and Deliveroo figure among the sponsor of the event. (Photo by Valeria Ferraro/SOPA Images/LightRocket via Getty Images) (Photo: SOPA Images via Getty Images)
NAPOLI, CAMPANIA, ITALY - 2021/07/03: Girls with make up and accessories with rainbow's color seen in the square. After 25 years since the first event, Napoli Pride was organized in Piazza Dante, in the historical center, for promoting the rights of LGBTQI+ people, with the slogan 'Jesce Sole' (come out sun!). Among the organizers there are several institutions and associations for the LGBTQI+ communitys rights. Among the speakers on the stage there were: Alessandro Zan, a member of the Democratic Party (Partito Democratico), who proposed the homonymous bill to protect discriminatory acts based on sex and gender; the mayor of Naples, Luigi De Magistris; singers Arisa and Paola Turci and writer and politician Vladimir Luxuria. Cola-Cola, Burger King and Deliveroo figure among the sponsor of the event. (Photo by Valeria Ferraro/SOPA Images/LightRocket via Getty Images) (Photo: SOPA Images via Getty Images)

Se l’ago della bilancia nella partita del ddl Zan saranno i 17 senatori renziani, per la cruna di quell’ago prima dei voti segreti dovranno passare gli emendamenti. Già: perché al momento ci si parla (molto) a mezzo stampa, ma non c’è nulla di depositato. Alla vigilia dell’approdo in aula del testo contro l’omotransfobia, le carte sono ancora coperte. L’unico partito che di certo non presenterà emendamenti è il Pd, alla finestra in attesa delle mosse altrui: Salvini vuole isolare Letta, Letta vuole stanare Renzi.

E il grimaldello di ogni strategia è rappresentato proprio dalle richieste di modifica: “Se la Lega ne presenta 4mila, la volontà di affossare tutto sarà chiara – ragionano tra i banchi Dem – A quel punto Italia Viva continuerà a dialogare con loro o si ricorderà della sua vecchia maggioranza?”. Più “insidiosa” è definita, viceversa, l’opzione della Lega “poliziotto buono”: poche modifiche mirate, che potrebbero sovrapporsi – o magari convergere - con quelle renziane. Ben prima della roulette russa dei franchi tiratori – paventata e minacciata in questi giorni – sta per cominciare il gioco del cerino sugli emendamenti. Tra gli appelli alla responsabilità (Renzi in primis) e il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità

Domani alle 16,30 il ddl Zan approderà al buio nell’emiciclo. Un’ora e mezza prima il presidente Ostellari convocherà in extremis la commissione Giustizia, prenderà atto che i margini per unirsi sulla sua proposta di sintesi non ci sono, e riferirà alla Casellati. A quel punto, sarà una capigruppo a stabilire i termini per la presentazione degli emendamenti, e la giostra partirà. Come, però, è ancora da vedere. Dalla Calabria Salvini mette le mani avanti: “Torno per fermare o cambiare il testo”. Calderoli, il mago delle dinamiche d’aula, è al lavoro dopo aver promesso migliaia di norme. Ma sul numero effettivo di emendamenti nessuno si sbilancia: “Stiamo ancora studiando la strategia migliore” resta sul vago il capogruppo Romeo. “Potrebbe essere una finale come a Wembley – commenta una fonte leghista di primo piano – Ma è tutta da giocare. Se però continueranno a dire no a tutto, lo costruiscono il muro”.

Prima cartina tornasole: il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità e quello – che potrebbe avanzare FdI – proprio sul ritorno del testo in commissione. Pallottoliere alla mano, l’asse Pd-M5S è certa di superare questo scoglio. Ma darà un’idea degli schieramenti in campo. Gli occhi sono puntati su Italia Viva, che continua a martellare sulla ricerca di un’intesa “a portata di mano”. Lo ha detto il capogruppo Faraone: “Tenteremo fino all’ultimo istante, le nostre modifiche non snaturano il testo e possono trovare largo consenso in aula”. Lo dirà domani Renzi, prendendo la parola davanti ai senatori, per rivendicare “il ruolo e la responsabilità della politica” e smarcarsi da accuse di strumentalità. Concludendo con un appello corale: “Serve un accordo politico”.

Certezze però sulla presentazione degli emendamenti latitano. Ambienti renziani escludono il maggiore timore del Pd: Iv non firmerà emendamenti leghisti. L’asse tra i due Mattei – giurano - non si salderà a spese della lotta all’omofobia. Ripetono però che con i loro voti – che non mancheranno – la maggioranza si fermerebbe comunque a 135, ben lontana dai 161 necessari, e che i nodi da sciogliere sono in casa M5S. Fatto sta che, prima dei 20 senatori che facciano richiesta di voto segreto, bisognerà trovare quelli disponibili a intestarsi le potenziali modifiche con tutto quello che ne consegue. Perché la domanda su cosa succederà dopo il primo impallinamento da parte dei franchi tiratori, ne presuppone una sui contenuti. Anche il Piano B dipende. “Se parliamo di limature è un discorso – insistono i Dem - Se ci chiedono di ripartire dopo aver tolto l’identità di genere è un altro”. E si torna alla casella di partenza: a parlare davvero saranno gli emendamenti, non le chiacchiere.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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