Ddl Zan, riunione interrotta in Senato: nessuna intesa

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La riunione convocata in Senato da Andrea Ostellari, presidente della Commissione Giustizia, per discutere del ddl Zan è stata sospesa. L’incontro era stato richiesto dal presidente Ostellari in virtù della ripresa del dibattito sul ddl Zan, fissato per la giornata di mercoledì 27 ottobre.

Ddl Zan, polemiche e sconti in Senato: riunione sospesa per mancanza di intesa

Nel pomeriggio di martedì 26 ottobre, era stata convocata in Senato una riunione sul ddl Zan, richiesta dal presidente della Commissione Giustizia Andrea Ostellari. L’incontro organizzato doveva precedere la ripresa del dibattito sul disegno di legge contro l’omotransfobia ma, a due ore dall’inizio della vivace e accesa discussione, è stato sospeso.

A quanto si apprende, alla riunione risultavano assenti sia i rappresentati del Movimento 5 Stelle che i rappresentanti di Liberi e Uguali. Erano, invece, presenti in aula i rappresentanti del Partito Democratico, di Italia Viva, della Lega, di Forza Italia, di Fratelli d’Italia e del gruppo misto con Julia Unterberger.

Nel momento in cui l’incontro è stato interrotto, sostanzialmente con un nulla di fatto, il presidente Ostellari ha lasciato l’aula, precisando che i capigruppo di maggioranza, a eccezione del M5S e di LeU, si sarebbero riuniti nella serata di martedì 26.

Ddl Zan, polemiche e sconti in Senato: commenti post riunione

In merito a quanto avvenuto a Palazzo Madama, si è espresso il capogruppo in Senato di Italia Viva, Davide Faraone, che ha dichiarato: “Il PD vuole parlare con M5S e LeU”.

Inoltre, fonti parlamentari della maggioranza hanno rivelato: “Italia Viva ha chiesto il rinvio di una settimana per arrivare in aula con un’intesa. Al momento, PD, M5S e LeU sono in riunione per valutare”.

La medesima richiesta è stata presentata anche dalla Lega in Commissione Giustizia al Senato, durante il tavolo di maggioranza.

Intanto, l’Aula del Senato ha comunicato di aver indetto una conferenza dei capigruppo, fissata per ore 18:45 di martedì 26 ottobre.

Ddl Zan, polemiche e sconti in Senato: l’intervento di Enrico Letta (PD)

A proposito della discussione sul ddl Zan, è intervenuto il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, che ha spiegato: “In questa settimana siamo impegnati anche sul fronte del ddl Zan e lo facciamo con determinazione. L’impegno che ci siamo presi con la società italiana, lo vogliamo riaffermare. Domani, il voto sulla ‘tagliola’ chiesto da Fdi e Lega al Senato: se passasse vorrebbe dire il rinvio in commissione del ddl Zan e quindi vorrebbe dire affossare il provvedimento, sarebbe una pietra tombale. Io faccio un appello a tutte le forze politiche per evitare questo. Sarebbe uno schiaffo alla maggioranza della società italiana che vuole una risposta sui temi del ddl Zan. Questa risposta la vuole una maggioranza larga degli italiani e soprattutto i giovani”.

Letta, poi, ha aggiunto: “Adesso è fondamentale, e noi siamo disponibili, capire se ci sono possibilità d’intesa su alcune parti del provvedimento che ci possano portare a superare lo scoglio di domani. Per noi questo passaggio è fondamentale e lo abbiamo gestito con un atteggiamento di grande responsabilità’ per riuscire ad arrivare al risultato – e ha precisato –. Il PD rappresenta il 12% del Parlamento e quindi occorre lavorare per trovare una maggioranza che approvi il ddl Zan. Potremmo anche prendere la nostra bandiera, fare un lavoro di testimonianza, ma non sarebbero contenti quei ragazzi e quelle ragazze che oggi subiscono angherie. Ecco perché dobbiamo prenderci le nostre responsabilità per arrivare al risultato finale: non una battaglia di testimonianza ma un impegno politico di concretezza per mettere in campo risultati”.

Ddl Zan, polemiche e sconti in Senato: la posizione di Italia Viva

Sul ddl Zan, il capogruppo di Italia Viva al Senato, Davide Faraoni, ha rivelato: “Il testo Scalfarotto per noi sarebbe un’ottima mediazione, per noi andrebbe bene”.

Faraoni ha partecipato alla riunione a Palazzo Madama insieme alla capogruppo di Italia Viva alla Camera, Maria Elena Boschi, alla capogruppo del Partito Democratico, Simona Malpezzi, e ad Alessandro Zan, relatore del ddl alla Camera.

Promuovendo il testo Scalfarotto, Faraoni ha continuato: “L’intesa possibile si fa tra le forze politiche e i gruppi parlamentari di Camera e Senato, in modo che il testo che esce fuori da Senato è identico a quello che si voterà alla Camera, senza perdere un minuto, nel dover ricominciare la discussione da capo. Verificheremo se questa volontà anche da parte del PD di trovare una soluzione avrà affetti concreti e positivi nella riunione che faremo con il presidente della commissione Giustizia Ostellari e con il centrodestra. Apprezziamo la posizione del PD che si è distinto dal M5s che ha deciso invece di non partecipare. In quella sede potremo cominciare a entrare nel merito anziché discutere sulla tagliola, solo in questo modo potremo trovare una soluzione, senza impantanarci in una soluzione metodologica”.

Infine, in relazione agli articoli 1, 4 e 7 del ddl Zan, il capogruppo di IV ha sottolineato: “Abbiamo presentato i nostri emendamenti. Ricordo che c’è un ddl Scalfarotto, firmato anche da Zan, e noi ci siamo ispirati a quel testo per elaborare i nostri emendamenti. Noi di IV non abbiamo mai posto una pregiudiziale ideologica al testo Zan. Abbiamo i nostri convincimenti, abbiamo detto e ridetto che la legge ci vuole e abbiamo agito per non creare contrapposizioni”,

Ddl Zan, polemiche e sconti in Senato: l’assenza di M5S e LeU alla riunione

Per quanto riguarda l’assenza dei rappresentanti di LeU e del M5S, il presidente del Gruppo M5S, Ettore Licheri, e il presidente del Gruppo Misto, Loredana De Petris, avevano diffuso una nota ufficiale con la quale comunicano quanto segue: “Il Movimento 5 Stelle e il Gruppo Misto/Leu non parteciperanno al tavolo indetto per le ore 17 dal presidente Andrea Ostellari. Siamo assolutamente favorevoli e disponibili al confronto, ma il presupposto indispensabile per un serio dialogo è quello di ritirare la cosiddetta ‘tagliola’ della richiesta del non passaggio agli articoli, dal momento che determinerebbe l’affossamento del provvedimento stesso”.

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