Ddl Zan salvo per un voto, mancano 14 senatori M5s

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Image from askanews web site
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Roma, 14 lug. (askanews) - Il ddl Zan è salvo per un soffio: alla seconda votazione dall'arrivo del provvedimento che punisce l'omotransfobia in aula al Senato, lo scarto tra i favorevoli e i contrari alla legge si è assottigliato dai 12 voti sulle pregiudiziali ad un solo voto sulla sospensiva. Il fronte di coloro che vogliono far avanzare il testo approvato alla Camera è rimasto a quota 137 mentre i senatori che puntano a bloccare tutto sono saliti da 124 a 135, recuperando i 7 assenti e i 4 astenuti di ieri.

Eppure a guardare i tabulati della votazione, tra gli assenti e i presenti, emerge che la legge Zan oggi ha davvero rischiato tanto se del gruppo M5s non hanno partecipato al voto ben 14 senatori (Alberto Airola, Giuseppe Auddino, Antonella Campagna, Vito Crimi, Daniela Donno, Felicia Gaudiano, Gianni Girotto, Pietro Lorefice, Raffaele Mautone, Simona Nunzia Nocerino, Sergio Romagnoli, Vincenzo Santangelo, Paola Taverna, Sergio Vaccaro). Nel Pd solo tre le assenze: Tommaso Cerno, Francesco Giacobbe, senatore eletto all'estero, e Francesco Verducci, impossibilitato perché, come ha dichiarato su Facebook, in quarantena. In Italia Viva quattro gli assenti: tra loro Matteo Renzi impegnato a Firenze per la presentazione del suo ultimo libro.

Ecco dunque che a salvare il provvedimento sono i voti di alcuni senatori ieri assenti del Misto (gruppo che ormai conta 46 componenti). Tra loro quello di Lello Ciampolillo, ex M5s, pugliese, diventato famoso con il voto in extremis in aula a favore della fiducia al governo Conte 2 già in bilico.

Ma nel voto di oggi pesano le assenze anche nel fronte dei contrari alla legge che, a ranghi completi, avrebbe potuto affossarla definitivamente: solo in Fratelli d'Italia erano tutti presenti al momento del voto. Nella Lega non hanno partecipato al voto in sette: Lucia Borgonzoni, Umberto Bossi, Gian Marco Centinaio, Roberto Marti, Tiziana Nisini, Stefania Pucciarelli, Paolo Saviane. Otto in Forza Italia: Roberto Berardi, Giuseppe Massimo Ferro, Adriano Galliani, Niccolò Ghedini, Giuseppe Mangialavori, Barbara Masini, Giuseppe Moles, Salvatore Sciascia.

Tra i favorevoli a sospendere l'esame della Legge Zan anche gli ex M5s oggi nel Misto Rosa Abate e Massimo Vittorio Berruti.

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