Ddl Zan, testo oggi al Senato: Lega presenta 672 emendamenti

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Il Ddl Zan approda oggi al Senato. A quanto apprende l'AdnKronos, sono 672 gli emendamenti presentati dalla Lega al testo, in Aula dalle 16.30 per la discussione. Oltre a quelli del partito, ci sarebbero anche un'altra ventina di emendamenti presentati dal vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli. E' in corso la conferenza dei capigruppo in Senato. Al vaglio il calendario del lavoro dell'Aula anche sul ddl Zan, alla luce dei circa mille emendamenti presentati dai gruppi questa mattina.

"Se si dialoga, la Lega è pronta a ritirare gran parte degli emendamenti presentati al Ddl Zan. Se invece il Pd continuerà a volere lo scontro, affosserà la legge e la tutela dei diritti di migliaia di persone", dice Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato.

"Ognuno è libero di amare chi vuole, ma togliamo i bambini delle scuole elementari dallo scontro politico. E vediamo come finisce la vicenda di questo benedetto ddl Zan", evidenzia il leader della Lega Matteo Salvini parlando a Frosinone ad un gazebo per la raccolta di firme sui referendum sulla giustizia.

Immediata la reazione del Pd. "I 700 emendamenti presentati dalla Lega al ddlZan sono il chiaro tentativo di affossare la legge. Altro che volontà di dialogo e mediazione. Salvini sui diritti conferma di avere la stessa linea di Orban", scrive su Twitter Alessandro Zan.

"Come volevasi dimostrare, dopo tre settimane di appelli accorati al dialogo e dopo centinaia di dichiarazioni in cui si sosteneva l'importanza di approvare una legge contro l'omotransfobia, alla prova dei fatti la Lega ha presentato 700 emendamenti", dice il senatore Franco Mirabelli, capogruppo dem in commissione Giustizia e vicepresidente del gruppo. "Avevamo ragione -aggiunge Mirabelli- 8 mesi di ostruzionismo la dicevano già lunga sulle reali volontà di Salvini, che si dimostra per l'ennesima volta un interlocutore non credibile. Ora in Aula ci confronteremo sul merito con le altre forze politiche per approvare al più presto il ddl Zan".

Sull’iter del Ddl Zan “molto dipenderà dalla volontà dei gruppi e dei segretari politici. Alcuni segretari sono stati molto chiari, e tra questi sicuramente Matteo Salvini, altri più “morbidi”, altri, come Letta, assolutamente non disponibili al dialogo. Ecco, io credo che questa non disponibilità al dialogo sia un errore che poi possa portare anche ad affossare questa legge”. Così il presidente della commissione giustizia al Senato, Andrea Ostellari, in un’intervista esclusiva al quotidiano online LabParlamento.

I punti da modificare, spiega l’esponente leghista, “sono sempre quelli. Sicuramente l’art. 1 che riguarda le definizioni di sesso, di genere, di orientamento sessuale, di identità di genere, che hanno subìto diverse critiche da varie associazioni: dalle femministe ad Arcilesbica. L’art. 4 che riguarda il tema della libertà di espressione; un articolo che va assolutamente modificato per tutelare tutti noi cittadini. E poi l’art. 7 che riguarda la libertà educativa. Si tratta di un articolo criticato da molti educatori e che è stato anche oggetto puntuale di alcuni giuristi, tra i quali Cesare Mirabelli e anche della Santa Sede”.

“Auspichiamo che la proposta emendativa di Italia Viva e del gruppo Autonomie all’articolo 1 del Ddl Zan trovi ampia convergenza in aula". Lo dice il capogruppo di Italia viva in Senato Davide Faraone.

"Aver posto come finalità quella di perseguire tutte le condotte discriminatorie fondate su misoginia, abilismo e omotransfobia, garantisce la tutela di tutti senza alcuna esclusione. Adesso non c’è più alcun motivo per non stringere un patto su un testo condiviso e stabilendo tempi strettissimi per approvare il ddl al Senato e poi alla Camera”, spiega Faraone.

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