Debutta 'La nuova colonia' di Pirandello al Palazzo della Cultura di Catania

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Debutto il 10 giugno per 'La nuova colonia' di Luigi Pirandello al Palazzo della Cultura di Catania, prodotta dal Teatro Stabile etneo, dove sarà in cartellone fino al 20 giugno, per la regia di Simone Luglio, le scene e i costumi di Claudia Gambadoro, le musiche originali di Salvatore Seminatore e un cast nutrito di attori under 35 composto da Dario Aita, Antonio Alveario, Giovanni Arezzo, Lucia Cammalleri, Michele Carvello, Roberta Catanese, Antonino Cicero Santalena, Federico Fiorenza, Simone Luglio, Giulio Della Monica, Claudio Zappalà.

"Quando alla fine del 2019 è nato il progetto per 'La nuova colonia' di Pirandello, mai avrei pensato di ritrovarmi a mettere in scena uno spettacolo che è allo stesso tempo uno spazio di sperimentazione, un video documentario e un live streaming - spiega il regista Simone Luglio - Quando partorisco un’idea di spettacolo, penso principalmente a un testo che in qualche modo mi parli: in questo caso specifico, ho pensato fortemente anche all’autore, che è nato a pochi chilometri da dove sono cresciuto e che da sempre mi ha fatto sentire a casa, ma che allo stesso tempo risulta essere uno scoglio arduo da scalare. Pirandello non è solo uno dei più grandi drammaturghi di sempre ma è un modo di fare teatro, un suono ricorrente, ha la riconoscibilità che hanno le grandi rock star...".

Quanto alla scelta dell'opera, "è uno dei testi meno pirandelliani della sua lunga produzione, per struttura e temi trattati assomiglia più ad uno Shakespeare, con fortissimi i legami con 'La tempesta' - osserva ancora il regista - Qui si narra della follia o della disperazione necessarie per prendere la decisione di mollare tutto e partire per un’isola deserta che dicono un giorno scomparirà inghiottita dalle acque. La stagione dei miti pirandelliani è quella dell’ultima parte della sua vita e quello che Pirandello mette in 'La nuova colonia' è tutta la sua delusione nei confronti della società e nell’uomo che ne è il suo fautore".

Il riferimento all'attualità della pandemia per il Covid e dei distanziamenti che ne sono conseguiti nei rapporti sociali è immediato. "Soprattutto dopo aver provato di persona l’esperienza di questo isolamento a cui tutta l’umanità è stata costretta - conferma Simone Luglio - Con la disperazione di vedere la categoria lavorativa a cui appartengo affondare sotto i colpi di un’indifferenza violenta, come potevo non considerare che quei disperati che si giocano il tutto per tutto devono essere da esempio positivo e non negativo nel loro tentativo di voler cambiare la propria condizione, nel non arrendersi al motto gattopardesco del cambiare tutto affinché nulla cambi?".

(di Enzo Bonaiuto)