Decana della cronaca giudiziaria nazionale, aveva seguito i casi italiani più scottanti

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Rita di Giovacchino
Rita di Giovacchino

Covid, morta la giornalista Rita di Giovacchino: aveva 74 anni, buona parte dei quali messi a servizio della cronaca giudiziaria più incisiva dell’ultimo trentennio. Rita di Giovacchino era nata il 19 febbraio 1947 a Bergamo ed è deceduta presso l’ospedale Spallanzani di Roma, dove era ricoverata da un mese a causa della sua positività al coronavirus e dell’aggravarsi progressivo delle sue condizioni generali.

Covid, morta la giornalista Rita di Giovacchino, decana della giudiziaria

E al di là dell’aspetto umano e del dolore comprensibile ed assurdo di chi la amava, la morte della Giovacchino ha davvero lasciato un vuoto grande in chi la rispettava come professionista. Perché? Perché per gli addetti ai lavori Rita di Giovacchino era la cronista di giudiziaria allo stato dell’arte.

Covid, morta la giornalista Rita di Giovacchino, dal caso Moro alle stragi di mafia

Tutta la sua vita professionale lei l’aveva trascorsa ad occuparsi del tipo più difficile di giornalismo, quello che rimanda agli atti delle procure e dei tribunali, alle versioni delle parti in gioco ed alle sottigliezze della procedura. Quando la cronaca nera metteva la toga e sedimentava nel complesso universo del diritto, la Giovacchino era lì, prima in forza all’Ansa e poi al Messaggero. La Giovacchino aveva seguito il caso Moro, le stragi di Capaci e dia Via D’Amelio, i processi ad Andreotti e il correlato caso Pecorelli. Rita aveva anche un blog sul sito de Il Fatto Quotidiano.

Covid, morta la giornalista Rita di Giovacchino: il ricordo di Zizzo

E non è un caso che, fra i primi ad esprimere il suo cordoglio sincero per la scomparsa della giornalista sia stato un avvocato, il cassazionista Bonaventura Zizzo: “Ho appena appreso che l’Amica e Giornalista Rita di Giovacchino se ne è andata, portata via dal Covid, che continua a devastare le nostre vite e i nostri affetti. L’avevo conosciuta nel 2016 a Trabia, quando l’avevamo invitata per la presentazione del suo libro, ‘Stragi: quello che Stato e mafia non possono confessare’ e, da allora, mi piaceva confrontarmi con lei, sui fatti italiani di ieri e di oggi *, incontrandola anche a Palermo, che lei aveva scelto come sua seconda casa”.

Covid, morta la giornalista Rita di Giovacchino, una “sul campo”

E ancora: “Rita era una grande Giornalista, una delle più grandi conoscitrici del caso Moro, di Cosa Nostra, del caso Pecorelli e dell’oscurità del potere andreottiano. Da questo punto di vista, il suo ‘Libro nero della Repubblica’ è una summa delle sue inchieste e della sua capacità di essere Giornalista sul campo. Con lei, se ne va tutto questo. Se ne va una voce autorevole, seria ed indipendente, che sapeva cercare e raccontare le parti più buie della nostra Storia”.