Decine di migliaia di manifestanti contro la decisione della Corte Suprema di “abolirlo”

Uno scatto delle manifestazioni negli Usa
Uno scatto delle manifestazioni negli Usa

Manifestazioni un po’ in tutti gli Usa, con gli americani che per gran parte scendono in piazza per il diritto all’aborto. Decine di migliaia di manifestanti si sono radunati ed hanno marciato nella giornata del 14 maggio contro la decisione della Corte Suprema di “abolirlo”. Ci sono state più di 200 manifestazioni in tutta l’America a sostegno dei diritti e dell’accesso all’aborto. Epicentro della protesta le grandi città degli States all’insegna di un messaggio netto: “Tutti meritano l’accesso all’aborto di cui hanno bisogno, quando ne hanno bisogno e nella comunità in cui vivono e in cui hanno fiducia“.

Americani in piazza per il diritto all’aborto

E quelle proteste hanno già uno slogan che ha battezzato anche il movimento: “Bans Off Our Bodies”, vale a dire “Giù i divieti dai nostri corpi”. Ma a cosa si oppongono i manifestanti? Alla decisione della Corte Suprema sull’aborto. Una bozza trapelata in questi giorni darebbe per certo un giudicato rivoluzionario ma “al contrario”: l’orientamento cioè a capovolgere la Roe v. Wade, la storica sentenza del 1973 che ha legalizzato l’aborto negli Stati Uniti, che in molti stati Usa è già misconosciuta.

Politici dem e società civile in strada

Fra i manifestanti anche moti esponenti politici dei democratici, fra di essi la rappresentante alla Camera Barbara Lee, Democratica della California. La donna aveva anche raccontato la sua storia personale di quando da adolescente venne costretta ad abortire illegalmente in Messico. Il Washington Post spiega che che la protesta deve servire come “monito ai giudici e ai legislatori: la maggioranza del Paese non vuole questo cambiamento”. Pare che infatti i sondaggi parlino chiaro: i favorevoli a mantenere il diritto sono il 69% degli americani.

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